Ndrangheta e traffico di droga. Una maxi operazione è in corso tra gli Stati Uniti e la Calabria. A finire in manette sono 16 persone legate alle famiglie mafiose della Piana di Gioia Tauro. Gli indagato sarebbero una trentina. L’inchiesta, denominata “Columbus”, è stata coordinata dal procuratore Federico Cafiero De Raho, dall’aggiunto Nicola Gratteri e dal sostituto della Dda Paolo Sirleo. In particolare il Servizio Centrale Operativo della polizia di Stato e la squadra mobile di Reggio Calabria, con la collaborazione dell’Fbi, hanno fatto luce su un grosso traffico di sostanze stupefacenti tra il Costarica, gli Stati Uniti e l’Italia. 

Nell’inchiesta (iniziata dal questore Raffaele Grassi quando era a capo dello Sco e proseguita da Renato Cortese) è coinvolto anche il titolare di una pizzeria del Queen, “Cucino a modo mio”, Gregorio Gigliotti arrestato a New York assieme alla moglie e al figlio. Originario della provincia di Catanzaro, Gigliotti attraverso una società di import-export, faceva arrivare la cocaina all’interno dei carichi di frutta. In particolare nelle scatole contenenti banane la cocaina partiva dal Costarica per gli Stati Uniti e infine veniva spedita in Europa.

Un business gestito dalla famiglia mafiosa Violi di Sinopoli (vicina alla potente cosca Alvaro) che, stando a quanto emerso dalle indagini, è capace di importare ingenti quantitativi di cocaina che poi finiva nei mercati europei.

Le autorità americane hanno eseguito tre arresti mentre quelle italiane, su disposizione della Dda di Reggio Calabria, 13 fermi. L’accusa nei loro confronti è associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, aggravata dalla transnazionalità e dalle modalità mafiose.

L’inchiesta dimostra, per l’ennesima volta, come la ‘ndrangheta è la prima organizzazione nel traffico internazionale di droga ed è in grado di interfacciarsi non solo con i narcos colombiani ma anche con i cartelli del centro America presenti in Costarica.

Aggiornato dalla redazione web alle 13,00