Ma quali 40 miliardi di euro. Come dice il leader del Nuovo centrodestra e ministro degli Interni, Angelino Alfano. Secondo il quale tanto costerebbe intervenire sulle pensioni di reversibilità a favore delle coppie gay. “Se intervenissimo sulle pensioni di reversibilità il tema costerebbe circa 40 miliardi di euro”, dichiarava il ministro il 10 marzo, a proposito di una sentenza del Tar in materia, in un intervento riportato anche dal suo sito personale. “Io non credo che per l’attuale situazione dei conti pubblici italiani questa sia la priorità della priorità, se ho 40 miliardi è chiaro che abbasso le tasse”. Le cose non stanno così. Se il Parlamento dovesse decidere di varare una legge su questo tema, la spesa che l’Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps) dovrebbe sostenere sarebbe molto, ma molto inferiore: al massimo 1,1 milioni di euro nel 2016 e 44 milioni a regime, dal 2027.

Sono le cifre che spuntano da uno studio che l’associazione “Love out law”, costituita da un gruppo di coppie italiane gay sposate all’estero, ha commissionato ad alcuni esperti del settore per valutare l’impatto economico che avrebbe l’estensione della pensione di reversibilità ai superstiti per le coppie dello stesso sesso. Uno studio che nei giorni scorsi è arrivato persino nelle mani del presidente del Consiglio Matteo Renzi che, dopo averlo letto, pare si sia dichiarato molto più tranquillo rispetto ai problemi posti alla finanza pubblica da questa delicata questione. In Senato è infatti in discussione alla Commissione Giustizia un disegno di legge della senatrice Monica Cirinnà (Pd) che propone di disciplinare le coppie di fatto e le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Il disegno di legge, che salvo sorprese dovrebbe arrivare  entro il mese all’esame dell’aula, prevede l’estensione del diritto alla pensione di reversibilità «alla parte contraente l’unione civile, equiparandola al coniuge superstite e facendo venire meno questo aspetto di discriminazione».

Sulla proposta Cirinnà forti sono state le reazioni contrarie, a cominciare da quelle del Ncd di Alfano. Che poggia però le sue obiezioni su numeri smentiti, indirettamente, anche dai dati Inps ripresi dallo studio di “Love out law”. Risulta in particolare che, nel 2013, l’Istituto nazionale di previdenza sociale, ha erogato in totale 3,8 milioni di assegni di reversibilità per un importo complessivo di circa 38 miliardi. Una cifra, quindi, inferiore ai 40 miliardi che secondo Ncd sarebbero necessari per pagare la reversibilità alle sole coppie gay. Come si arriva allora alla proiezione di spesa per il 2027? Partendo dai dati emersi dal censimento Istat del 2011, risultano 7.500 coppie omosessuali dichiarate. Un numero sicuramente inferiore a quello reale tenuto conto che in tanti hanno rinunciato al coming out per ragioni di riservatezza. Per una stima che si avvicini il più possibile alla situazione reale, allora, gli esperti hanno preso in considerazione i dati emersi dai censimenti statistici di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. Tra questi, la Francia, Paese molto simile all’Italia dal punto di vista demografico, aveva registrato nel 2011, dodici anni dopo l’introduzione dei Pacs (Patto civile di solidarietà e convivenza), circa 84 mila coppie omosessuali. Ipotizzando che in Italia potrebbe registrarsi un trend di crescita simile con l’approvazione della legge sulle unioni civili, nel 2027 gli esperti di “Love out law” hanno concluso che si potrebbe arrivare, appunto, a spendere al massimo  44 milioni di euro.

di Elisa Bini