Per i reati di corruzione pene più alte, prescrizione più lunga, confische più facili, più garanzie sulla restituzione integrale “del maltolto”. Sull’onda dello scandalo Mafia capitale, Matteo Renzi annuncia in un videomessaggio sul canale Youtube di Palazzo Chigi una repentina svolta anti-tangenti. Promettendo in sostanza un blitz su temi che giacciono da mesi in Parlamento e sui cui il centrodestra, Ncd in testa, si è sempre dimostrato pronto a erigere barricate. “Giovedì, insieme al ministro della Giustizia Andrea Orlando, nel Cdm che si terrà alle 8 di mattina noi porteremo quattro piccole grandi modifiche al nostro codice penale”, spiega il premier. “Si alza la pena minima della corruzione da 4 a 6 anni”, annuncia. “Che significa? Che se tu hai rubato puoi patteggiare – spiega il presidente del Consiglio – ma comunque un po’ di carcere lo fai. Non è pensabile che con il patteggiamento uno sta sempre fuori dalla galera”.

Perché, ed è il punto di partenza dell’intervento del presidente del consiglio, “in Italia su una popolazione carceraria di circa 50mila persone, in carcere per corruzione con sentenza passata in giudicato sono in 257. E’ inaccettabile: troppo poco rispetto ai numeri della corruzione nel nostro Paese”. Quando “uno che ruba può patteggiare e trovare la carta ‘uscire gratis di prigione’ come al Monopoli”, ironizza il premier, è di nuovo “inaccettabile”. Per la verità il pur esiguo dato citato da Renzi è esagerato. Secondo il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia, raccolto da l’Espresso, a novembre 2013 i detenuti per corruzione erano soltanto 11. Per avvicinarsi alla cifra citata dal presidente del Consiglio bisogna aggiungere i condannati per tutti i reati contro la Pubblica amministrazione: concussione, peculato, abuso d’ufficio, abuso d’ufficio aggravato…

AI CORROTTI CONFISCHE PIU’ FACILI. Parallelamente, Renzi parla di una “prescrizione che si allunga per i reati di corruzione”. L’altra novità annunciata è la confisca dei beni per corruzione e la restituzione del maltolto “fino all’ultimo centesimo”. Il premier promette infatti che “sarà molto più semplice procedere alla confisca contro chi ha rubato. Chi è condannato per corruzione con sentenza passato in giudicato – ha spiegato il premier – potrà vedere la confisca dei propri beni esattamente come accade oggi per reati più gravi”. E “il maltolto lo devi restituire: non è che ne dai una parte e chi si è visto si è visto. Se è provata la corruzione tu restituisci fino all’ultimo centesimo”. Sul fronte delle confische, Renzi si ispira a una relazione della Commissione parlamentare antimafia del 22 ottobre che propone una “revisione organica” delle leggi anti-clan. E introduce un comma specifico che prevede la confisca dei beni ai colpevoli di reati contro la pubblica amministrazione. Una misura già possibile nell’attuale ordinamente, ma che con la nuova formulazione risulterebbe più incisiva.

TOTI (FI): “GIUSTIZIALISMO”. MA DALL’NCD SI APRONO SPIRAGLI. “Alzare la voce e alzare le pene è giustizialismo senza responsabilità”, twitta Giovanni Toti di Forza Italia. “#Marino a casa, i cittadini al voto a #Roma”. Ma al momento dall’Ncd, alleato di governo di Renzi ma allo stesso tempo strenuo oppositore di ogni inasprimento legislativo sui reati dei colletti bianchi, arrivano persino delle aperture. “Ai corrotti, ai politici che rubano vanno confiscati i beni, alla stessa stregua dei reati più gravi”, dichiara Dorina Bianchi, vicecapogruppo degli alfaniani alla Camera”. E Rosanna Scopelliti (figlia del giudice ucciso da Cosa nostra), coordinatrice del Comitato beni confiscati presso la Commissione parlamentare Antimafia, esprime “grande soddisfazione” per l’annuncio: “Sembra che finalmente il governo abbia ingranato la marcia giusta con tre norme, in particolare, che potranno incidere in modo determinante come deterrente per i corruttori e i corrotti nella pubblica amministrazione”. Si vedrà da qui a giovedì quale sarà l’atteggiamento di Angelino Alfano, soprattutto su prescrizione e inasprimento delle pene.

CANTONE: “UTILE NORMA SU PRESCRIZIONE”. Il blitz (al momento solo annunciato) di Renzi è accolto con favore da Raffaele Cantone, citato nel video del premier come fiore all’occhiello dell’azione anti-tangenti del governo:  “Credo che la norma sulla prescrizione sia molto utile”, commenta a Otto e mezzo su La7 il presidente dell’Anac, che in una recente intervista a ilfattoquotidiano.it ricordava come l’azione dell’Autorità non possa essere sufficiente senza un’adeguata repressione penale. Cantone ha ricordato come “la riforma del 2005 (la famigerata ex Cirielli, ndr) aveva dimezzato i tempi di prescrizione, incidendo soprattutto sui reati contro la pubblica amministrazione”. Secondo il magistrato, però, “non è tanto importante l’aumento delle pene carcerarie, ma l’intervento sui patrimoni”. E l’estensione della norme sulle intercettazioni previste per la criminalità organizzata ai reati di corruzione.

Cantone, però, dà mostra di conoscere la Realpolitik. Tra le norme utili per contrastare la corruzione elenca meccanismi per incentivare le denunce, concedere super-attenuanti a chi confessa entro certi termini. “Qualche volta ne ho parlato con Matteo Renzi, ma le norme devi farle approvare in Parlamento, in cui esistono sensibilità diverse”. Per esempio, ha ricordato Cantone, “tempo fa avevo parlato dell’ipotesi di permettere l’intervento di agenti provocatori, di infiltrati, come avviene negli Usa, ma un politico (Maurizio Gasparri di Forza Italia, ndr) mi definì Pol Pot, sono stato considerato un liberticida”