Venerdì 10 ottobre sarà un venerdì di piazza per migliaia di studenti che, da Nord a Sud, vogliono fare sentire la loro voce nelle settimane in cui è stato dato avvio alla consultazione online sulla riforma. In gran parte delle Regioni d’Italia i ragazzi hanno scelto di disertare le aule per protestare contro il patto della “Buona Scuola”, presentato dal premier Matteo Renzi e dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini

Roma corteo al via alle 9,30 in piazza Repubblica. Mobilitazioni previste anche a Latina, Civitavecchia, Tivoli e Formia. In Lombardia, si prevedono cortei a Milano a partire da piazza Cairoli alle 9,30; e anche a Sesto San Giovanni, a Varese, Monza, Lecco, Mantova, Bergamo, Como e Brescia. L’Unione degli Studenti e la Rete degli Studenti Medi hanno programmato iniziative anche a Torino in piazza Arbarello, Arona e Alessandria. Per quanto riguarda il Friuli Venezia GiuliaTrieste si parte in piazza Goldoni e a Udine in piazza Cavedalis. Cortei anche a Venezia, Pordenone, Bassano del Grappa, Padova, Treviso e Verona. Tra le regioni più attive non manca l’Emilia Romagna dove sono previste manifestazioni a Ferrara in piazza Dante alle 10, a Piacenza e a Bologna in piazza San Francesco. A Sud studenti per le strade in Sicilia, a Catania, Siracusa, Vittoria, Messina, Trapani, Palermo, Caltanissetta, Modica e Canicattì. Anche in Sardegna si sono organizzati a Cagliari, Carbonia e Nuoro.

L’onda della protesta arriverà anche in Puglia, a Foggia, Bari, Brindisi, Taranto e a Lecce in via Dante Alighieri. Altre manifestazioni si terranno in Campania, in piazza Garibaldi a Napoli, ad Avellino, Salerno, Nocera e a Caserta. “E’ passato un mese dalla pubblicazione del Piano Scuola e quasi tre settimane dall’inizio della consultazione che, però, non è stata portata avanti con la stessa forza che gli annunci a inizio settembre ci facevano pensare – spiega Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete Studenti Medi -. Nel frattempo la scuola è cominciata e gli studenti si trovano a vivere sempre gli stessi problemi dentro e fuori le proprie aule: sistema del diritto allo studio assente, didattica anacronistica, bocciature che mettono a repentaglio il futuro scolastico di molti giovani andando ad aumentare le percentuali della dispersione scolastica. Insomma, nulla a che vedere con la annunciata rivoluzione della scuola. Domani saremo nelle nostre piazze per ribadirlo, non ci stancheremo mai di dire che la Grande Bellezza siamo noi”.

Insieme agli studenti anche i Cobas che ha proclamato uno sciopero generale della scuola “contro il Piano Renzi, la scuola-azienda, la scuola-miseria e la scuola-quiz”. Il sindacato ha organizzato manifestazioni provinciali e regionali a Roma, Torino, Genova, Brescia, Padova, Venezia, Trieste, Bologna, Ravenna, Firenze, Pisa, Lucca, Pistoia, Grosseto, Pescara, Cagliari, Napoli, Taranto e Palermo.