Tetti ai compensi e ferie dei magistrati. Sono questi i nodi su cui si concentra lo scontro tra l’Anm e il presidente del Consiglio Matteo Renzi che, nel corso della trasmissione televisiva “Che tempo che fa” andata in onda domenica sera, secondo l’associazione “ha rilasciato dichiarazioni che riguardano i magistrati e il concreto funzionamento degli Uffici giudiziari italiani che non corrispondono alla realtà dei fatti”. 

Elementi che Anm “rileva con vivo rammarico” e a cui replica “con estrema fermezza” perché non ha “mai dichiarato che l’introduzione di un tetto massimo alle retribuzioni di 240mila euro annuali sia un attentato alla libertà o all’indipendenza della magistratura. Chi sostiene il contrario è invitato a dimostrare, una volta per tutte, quando e come l’Associazione avrebbe fatto una simile affermazione”. Né tanto meno ha mai detto “che la riduzione della sospensione feriale e delle ferie (realizzata con il decreto legge n. 132/2014) sia un attentato ai magistrati“. E, quanto al tetto massimo degli stipendi fissato a 240mila euro, l’Anm ricorda che “è raggiunto solo dai massimi vertici della Corte di Cassazione e della relativa Procura Generale e che la retribuzione media dei magistrati è enormemente inferiore a quella cifra”. 

Le frasi di Renzi – Il premier già fine agosto aveva proposto “il dimezzamento della chiusura estiva dei tribunali” con la riduzione della pausa a 20 giorni rispetto a quanto accade oggi, che vede “la giustizia si ferma dal 1 agosto al 15 settembre”. Visione ribadita anche dal ministro della Giustizia Andrea Orlando (“E’ un momento in cui tutti devono compiere un sacrificio”) mentre i tecnici di Palazzo Madama sono convinti degli effetti positivi di un eventuale taglio ferie alle toghe, in grado di “accelerare i procedimenti”. Nel corso di “Che tempo che fa”, oltre a condividere le parole di Giorgio Napolitano sull’urgenza della riforma della giustizia – sulla quale è tornato di recente anche dal presidente del Senato Piero Grasso -, il capo del governo ha spiegato: “Quando dico che bisogna mettere il tetto dei dirigenti pubblici a 240mila euro e sento l’Anm che dice ‘Renzi sta attentando alla libertà’, io dico che non è attentato alla libertà dei magistrati”. E secondo il premier non lo è neanche chiedere ai magistrati e agli avvocati, visti i “45 giorni di sospensione feriale, di “farci la cortesia di lavorare un pochino di più, quando chi ci segue da casa si spacca la schiena e ha molto meno tempo”.

Anm: “Ferie indipendenti dalla produttività” – Tutti elementi su cui l’Anm ribatte punto per punto. “Gli uffici giudiziari non chiudono mai – continua la nota – e l’Anm non ha mai dichiarato che la riduzione della sospensione feriale e delle ferie (realizzata con il decreto legge n. 132/2014) sia un attentato ai magistrati. In realtà – prosegue la nota – l’istituto della sospensione dei termini processuali in periodo feriale – fino ad oggi fissato dal 1° agosto al 15 settembre – è destinato ad assicurare il concreto esercizio del diritto di difesa (art. 24 Cost.), al fine di evitare il decorso dei termini processuali nei processi ordinari, in un tempo che i cittadini tradizionalmente dedicano al riposo annuale”.

E sulle ferie “finora determinate in 45 giorni” l’associazione dei magistrati ricorda che “in tale periodo i magistrati erano comunque tenuti al deposito dei provvedimenti, non essendo prevista alcuna sospensione dei relativi termini. Dunque – prosegue l’associazione – il numero dei provvedimenti emessi è indipendente dalle ferie godute, la cui riduzione non potrà determinare alcun incremento di produttività“. “La magistratura – conclude la nota – ha troppo rispetto della propria indipendenza, per strumentalizzarla a secondi fini. Ci si attende uguale rispetto da parte di tutti. Ci auguriamo, con ciò, di avere fatto – si spera definitiva – chiarezza, nell’interesse di una corretta informazione e della dignità di quanti operano con sacrificio e impegno nel delicato settore dell’amministrazione della Giustizia”.