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Falso in bilancio Visibilia, l’ex azionista Giuseppe Zeno al processo: “Tradito il mercato, Santanchè è responsabile”

Il finanziere "grande accusatore" dell'ex ministra: "Era lei l’amministratrice del gruppo e l’unica che si opponeva alla svalutazione dell’avviamento e alla revisione dei crediti"
Falso in bilancio Visibilia, l’ex azionista Giuseppe Zeno al processo: “Tradito il mercato, Santanchè è responsabile”
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Daniela Santanchè è “senza ombra di dubbio” responsabile dei falsi in bilancio delle società del gruppo Visibilia. Lo ha detto Giuseppe Zeno, finanziere ed ex piccolo azionista di Visibilia editore, parlando ai giornalisti prima di testimoniare nel processo in corso a Milano a carico dell’ex ministra del Turismo e di altre 15 persone (tra cui il compagno Dimitri Kunz) di cui è stato il “grande accusatore”. Santanchè, ricorda Zeno, “è stata l’amministratore del gruppo e, da come si evince dai documenti, era l’unica che si opponeva alla svalutazione dell’avviamento e alla revisione delle partite riferite ai crediti da esigere, quindi tutto quello che componeva l’attivo societario”. Così facendo, accusa, “sicuramente è stato tradito il mercato, perché sono stati rappresentati dei valori di bilancio non reali“, avvalorati “dalla Bdo, la società di revisione, dal collegio sindacale e dall’amministratore indipendente”, che pure “deve essere punto di riferimento per gli azionisti di minoranza e non certo per gli amministratori”.

Tutto questo, ricorda il finanziere, è stato “documentato dalla Procura, dalla Guardia di finanza e successivamente, anche se un po’ in ritardo, dalla Consob e dalla Banca d’Italia che hanno poi comminato delle multe alla società. E questo è un dato oggettivo che non può essere contraddetto in nessun modo, né dai difensori né dai documenti”. Per Zeno, che nel crac di Visibilia ha perso tra i 450mila e i 500mila euro, “c’è stato un tradimento globale da parte di tutti quelli che dovevano vigilare e verificare la contabilità” e “si sono ricordati che forse era il caso di intervenire” solo dopo che è iniziato il processo. Questo vale per la Consob dal punto di vista dell’analisi della documentazione societaria” e per “la Banca d’Italia per quello che concerne le attività finanziarie”.

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