“Oggi l’Italia è nelle condizioni di poter essere, nei prossimi anni, la guida dell’Europa. Facendo le riforme che deve fare l’Italia è nelle condizioni di poter trascinare l’Europa fuori dalla crisi. Ho sentito dire ‘vediamo cosa ci dice l’Europa’. E’ esattamente il contrario: è l’Europa che si aspetta una carica, una spinta”. Nonostante i dati Istat che danno l’Italia in recessione e le parole del governatore della Bce Mario Draghi sul commissariamento, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in visita a Napoli, si dice ottimista sul futuro economico del Paese, che può trainare tutta l’Eurozona fuori dalla crisi. “Stamattina – ha aggiunto commentando i dati dell’istituto di statistica tedesco – vedo che la Germania fa -0,2%. Farei a cambio volentieri in termini di dimensioni economiche, ma non è la percentuale dello ‘zero virgola’ a fare la differenza, ma il clima di rassegnazione nell’opinione pubblica, di chi pensa, ad iniziare dalle classi dirigenti, che tanto non cambierà mai”. La soluzione per la crescita, però, prosegue il premier “non è giocare alla meno peggio”,  ma “scommettere sul capitale umano”.  “Il futuro dell’Italia – ha precisato – non è inventarsi una manovra per abbassare i salari” o fare riforme “che dovrebbero essere finalizzate alla riduzione della qualità della vita” dei lavoratori. Perché l’Italia, aggiunge, potrà essere competitiva “con la motivazione”.

Secondo il capo del governo “in passato siamo stati il vagone di coda” dell’Europa, “ma ora la situazione è cambiata: tutta l’eurozona vive un momento di stagnazione”. “Fino a qualche giorno fa – spiega – si diceva che l’Italia era il problema dell’eurozona per il semplice motivo che l’Italia – dovendo fare la prima della classe – aveva già presentato i dati sul pil una settimana prima rispetto agli altri. Per questo ho chiesto formalmente all’Istat di dare i dati economici una settimana dopo. Perchè, se dobbiamo stare una settimana a sentirci dire che da noi va tutto male e verificare, poi, che gli altri Paesi sono messi come noi se non peggio, è evidente come dobbiamo fare un passo in avanti anche nella comunicazione”. In realtà, precisa Renzi, “ci sono dei segnali che ci dicono che l’Italia non sta messa peggio di altri Paesi europei ma l’Italia ha uno spazio di miglioramento se completerà il percorso delle riforme che abbiamo iniziato. Spendere bene i fondi europei è centrale”. Più tardi, proseguendo il suo tour al sud, Renzi ribadisce il concetto: in sostanza il clima di stagnazione che per il momento non fa ripartire l’Italia sta rallentando anche la Germania. Il fatto, però, che sia l’economia tedesca che quella giapponese cedano qualche decimale di Pil non può far valere che “mal comune mezzo gaudio“. Di certo, spiega il capo dell’esecutivo, “se il Sud o l’Italia si aspetta che qualcuno risolva i problemi”, è finita. “C’è chi dice che l’Italia sarà salvata dall’Europa, ‘ma de che’…. L’Italia dà all’Europa molto più di quello che l’Europa dà all’Italia”.

Risponde al premier Beppe Grillo, che dal suo blog definisce Renzi “ebolino“, il “simpatico fantoccio della Ue” che – se contagiati – può condurre come il virus dell’ebola, alla morte. “Da qualche tempo – si legge sul blog del leader M5s – nei migliori negozi di giocattoli si vendono pupazzi e peluche che richiamano l’aspetto di virus e di microbi. Non poteva mancare dopo la varicella e l’alitosi, l’ebola, l’hit dell’estate 2014”. “Il pupazzetto che richiama in modo impressionante, ma niente affatto casuale, Renzie si può trovare anche nelle sedi del Pd, di Fi e in tutte le feste dell’Unità in offerta sconto per salvare il glorioso e omonimo giornale vissuto per anni alle spalle dei finanziamenti pubblici. Il simpatico fantoccio della Bce è stato ribattezzato ‘ebolino’ per ragioni di contiguità con l’originale ebetino. Un perfetto articolo da regalare prima di dicembre a tutti i risparmiatori che si vedranno prelevare i soldi dai conti correnti, stile emorragia interna e ai fortunati possessori di qualcosa che dovranno subire una patrimoniale. L’ebolino non sembra spaventoso, assomiglia alla malaria all’inizio, i sintomi sono simili: febbre alta e diarrea”. “Poi, però – continua – il decorso è rapido, doloroso e mortale con emoragie interne ed esterne. L’ebetino è difficile da prendere sul serio, è questa la sua forza, poi però si trasforma in ebolino. Nei migliori negozi della sinistra, ma anche ad Arcore in confezione Premium. La Boschi lo usa come portafortuna e lo tiene in borsetta. ‘Prenota il tuo ebolino, non potrai più farne a meno. Dove lo trovi un pupazzo che spara così tante cazzate – conclude Grillo – mentre distrugge l’economia di una nazione? Adotta anche tu l’ebolino prima che chiudano le frontiere e si sparga il contagio in tutta Europa”.

Prende posizione anche il Mattinale, il foglio preparato dal gruppo di Forza Italia a Montecitorio (in sostanza Renato Brunetta). “Sia chiaro: a noi non premono affatto inclusioni sotterranee, spartizioni di qualunque genere – si legge a propositi di eventuali “aiuti” dei berlusconiani anche sulle questioni economiche – Né inciuci né inguacchi nelle frescure umbre o quirinalizie. Tutto alla luce del sole ferragostano, o anche sotto l’acqua senza ombrelli. La nostra offerta di diagnosi e terapia per guarire l’Italia la esponiamo ogni giorno: lavoro, statuto lavoratori, tasse da togliere, debito da attaccare, politica estera da protagonisti. Il piatto è ricco, l’accesso è libero, anche per gli assaggi”. Per il Mattinale “win and win: parlando egoisticamente degli utili per la nostra bottega, va bene tutto, vinciamo sempre – si legge – Renzi accetta di aprire a intese di emergenza, a un patto di responsabilità, con qualunque forma questo si determini? Ottimo, ci guadagnano gli italiani, e noi paleseremmo la nostra capacità propositiva e risolutiva, oltre che il senso di responsabilità. Renzi dice di no, tira su il ponte levatoio e si infratta in dialoghi segreti seguiti da fuochi d’artificio? Ottimo, Renzi sarà sgambettato dalla realtà, e ci pesterà il muso – si osserva nella nota politica dei deputati di Forza Italia – e si vince facile alle elezioni. Ma a noi non va bene vincere cosi. Vorremmo vincere salvando l’Italia il prima possibile, con chi ci sta. Che fa rima con responsabilità”.