Lo hanno arrestato perché, scrive il Gip di Napoli Roberto D’Auria, hanno rinvenuto “scontrini e altri titoli di spesa univocamente connessi alla vita privata dell’indagato”. Rispetto ai quali risulta inverosimile la giustificazione della “fretta e superficialità” dei suoi collaboratori nella conservazione della documentazione. Tra le ‘pezze d’appoggio’ palesemente incongruenti alle finalità istituzionali di un consigliere regionale, c’è anche lo scontrino da 23 euro e 30 centesimi per la bombola del gas della casa al mare di San Marco di Castellabate (Salerno), dove ha trascorso, dice in un interrogatorio del 19 settembre scorso davanti al pm, “tre stagioni estive”. Appaiono anche alcuni scontrini di tinture per capelli. Peccato che l’indagato sia calvo e comunque, anche se fosse stato dotato di folta chioma, la tintura non appare giustificabile come una spesa “istituzionale”.

Svolta nell’inchiesta del sostituto procuratore Giancarlo Novelli sui rimborsi facili in Regione Campania, la torta di oltre un milione di euro annui per il funzionamento dei gruppi politici, poi abrogata con apposita legge regionale alle prime avvisaglie delle indagini. Stamane il Nucleo Tributario della Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito un’ordinanza cautelare che dispone gli arresti domiciliari per il consigliere regionale Nuovo Psi Gennaro Salvatore, braccio destro del Governatore della Campania Stefano Caldoro e fino a poco tempo fa capogruppo del partito presieduto a livello nazionale da Caldoro, uno dei rivoli del centrodestra confluiti prima nel Pdl e ora in Forza Italia. Ancora stamane il sito istituzionale del consiglio regionale della Campania lo indicava capogruppo di “Caldoro Presidente” e consigliere del Governatore per i rapporti tra giunta e consiglio, nonché segretario regionale del Nuovo Psi. La Procura lo accusa di peculato continuato. Si sarebbe appropriato di circa 95mila euro negli anni dal 2010 al 2012.

Le 23 pagine dell’ordinanza tratteggiano un uso disinvolto e leggero di ingenti fondi pubblici. In tre anni Salvatore ha gestito su due conti correnti somme fino a 257mila euro, di cui 104.495 euro prelevati in contanti, e i magistrati gli ‘perdonano’ soltanto le spese di tra giornali, libri attinenti a materie legali, pranzi, cene, spese di cancelleria, viaggi e rimborsi forfettari per i suoi storici collaboratori esterni, peraltro pagati molto poco, circa 500-700 euro al mese, per consulenze legali e organizzazione di eventi politici. Per tutto il resto, non c’è documentazione – per lo più prelievi in contanti – oppure le carte esibite agli inquirenti riguardano spese non giustificabili con il mandato istituzionale e di rappresentanza di capogruppo di una delle regioni più importanti dello Stivale.

Ed eccole, alcune spese che il consulente tecnico della Procura, Paolo Barba, ha ‘censurato’ in una relazione allegata agli atti dell’inchiesta perché palesemente inconferenti: 1132 euro in spese di abbigliamento, 12 euro per un accappatoio, 90 euro per accessori di motocicletta, 63 euro per riparazioni di telefonia, 4165 euro in spese di gioielleria, 3446 euro in spese di articoli per la casa, 90 euro in articoli sportivi, 106 euro in cd musicali e dvd, i 23 euro della bombola del gas, 44 euro in farmaci, 9 euro e 80 centesimi in un giocattolo (pare si tratti di un Sapientino Kitty), 6 euro e 40 in chewing gum, 5 euro in colorante per capelli (?), 66 euro in libri scolastici, 36 euro per un paio di occhiali da vista, 1139 euro in prodotti alimentari (la spesa dal salumiere o nel supermarket), 759 euro in prodotti per la cura della persona (tra cui anche articoli da trucco femminile), 35 euro in pacchetti di sigarette. Il resto, decine e decine di migliaia di euro, sarebbe stato prelevato col bancomat e speso senza rendicontazione: 29.852 euro nel solo 2010, 27.858 euro nel 2011, 35.500 euro nel 2012.

Il Gip non ha ritenuto valida la tesi difensiva di Salvatore secondo il quale le somme stanziate in favore del gruppo non fossero soggette ad alcun tipo di rendiconto. Ed ha invece citato un articolo della legge regionale 20 del 28 marzo 1987: “I Presidenti dei Gruppi Consiliari sono tenuti a presentare all’Ufficio di Presidenza entro il mese di febbraio una nota riepilogativa circa l’utilizzazione dei fondi amministrativi nell’anno precedente”. Salvatore si era dimesso da tempo dall’incarico di capogruppo ma questa scelta secondo il Gip non elimina il rischio di reiterazione del reato, che secondo il giudice sussiste anche perché il consigliere regionale ha sul groppone due condanne per concussione risalenti a fatti della Tangentopoli napoletana tra il 1991 e il 1992. Di qui la decisione di comminare gli arresti domiciliari.