Il 2013 volge al termine, è un fatto. I panettoni hanno rischiato di restare chiusi nei camion dei forconi quest’anno e molti sono rimasti comunque invenduti sugli scaffali dei supermercati. È tempo di bilanci. Nella conferenza stampa di ieri Letta si è lasciato scappare che ha dovuto “ritirare” il decreto salva-Roma, poi si è subito corretto come per non ammettere di essere stato sconfitto, di aver dovuto battere in ritirata appunto.

Ma non è la prima volta che il nipote di Gianni Letta fa dietrofront, né la prima che ci promette qualcosa senza farlo, o peggio, facendo l’esatto contrario.

Subito dopo l’insediamento, a maggio, nella stessa sala stampa di ieri, ci aveva comunicato l’agenda con le 4 priorità per i primi 100 giorni del suo governo: lavoro per i giovani, decreto Imu, agevolazioni fiscali e legge elettorale.

Di giorni ne sono passati più di 200 da allora, ma i giovani disoccupati sono aumentati, l’Imu-Tasi-Iuc ancora non si capisce come si chiamerà e che fine farà, le uniche detrazioni fiscali sono quelle sui finanziamenti ai partiti che saranno del tutto aboliti solo a partire dal 2017 e la legge elettorale è ancora molto fumo e niente arrosto.

Nel frattempo Sel e Lega si sono sganciate dalle rispettive coalizioni che le hanno portate in Parlamento e fanno finta di stare all’opposizione, Monti è svanito silenziosamente in un giorno di ottobre e la Destra si è spaccata in due.

Quello del M5S, invece, non sarà stato forse un anno iniziato bene, ma di sicuro è finito meglio. I 5stelle non hanno avuto i numeri per fare tutto ma hanno già fatto molto. 6 cose su tutte.

Hanno reso finalmente possibile l’espulsione dal Senato di un evasore pregiudicato chiedendo il voto palese senza il quale tutti sappiamo che si sarebbe comprato qualche senatore in saldo per farsi salvare.

Hanno sventato l’assalto all’articolo 138 che protegge la Costituzione salendo sul tetto di Montecitorio e venendo pure sgridati dalla maestrina Boldrini.

Hanno fatto ritirare l’emendamento che puniva i comuni che ostacolavano la diffusione delle micidiali slot, le macchinette mangia-soldi rovina-famiglie degli amici di Letta.

Hanno fatto ritirare il decreto salva-Roma che prevedeva, tra le altre porcate, la privatizzazione di servizi essenziali tra cui l’acqua.

Hanno presentato e fatto approvare l’emendamento Fraccaro sui canoni d’affitto fuori mercato dei palazzi del potere, prima annullato e poi reinserito ieri dal governo nel consueto decreto delle Millevergogne.

Ma, cosa più importante, specie in un momento così delicato per la popolazione, è aver rifiutato fin da subito i 45 milioni di euro dei rimborsi elettorali che gli spettavano mentre gli altri stanno ancora cercando di capire come fare a continuare a prendere soldi pubblici all’insaputa dei cittadini. Questi sono fatti.

Auguri Letta, buona fine e buon principio. Io non so cosa le diceva Andreotti durante le cene a casa di suo zio. Forse le diceva che agli italiani basta raccontare un sacco di balle per continuare a mangiare ogni anno il panettone, tanto il potere logora chi non ce l’ha.

Di anni ne sono passati tanti da allora e adesso siamo profondamente logorati dalla logorrea di una classe “dirigente” avida, corrotta e incosciente. Per il 2014 gradiremmo meno parole e più fatti, magari uno al giorno, proprio come il nome della testata che ospiterà questo mio nuovo blog.

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