“Gli facciamo passare Natale e Santo Stefano a Montecitorio dietro al nostro ostruzionismo”. La minaccia di Luigi Di Maio, deputato del Movimento 5 Stelle e vicepresidente alla Camera, arriva poche ore prima dal voto del decreto Salva Roma alla Camera. Nel testo è presente anche una norma che prevede la riduzione dei fondi agli enti territoriali che ostacolano la diffusione delle slot machine. L’emendamento è stato approvato con i voti di Partito democratico, Nuovo centrodestra e Scelta Civica. Dopo la denuncia del senatore grillino Giovanni Endrizzi però, il segretario democratico Renzi ha promesso: “Non faremo passare la porcata”. Ma manca il tempo necessario e i 5 Stelle minacciano ostruzionismo. “La maggioranza faccia decadere il decreto Salva Roma“, ha continuato Di Maio su Facebook, “Siccome non c’è tempo per modificarlo e rimandarlo al Senato (visto che scade il 30 e domani inizia la discussione alla Camera), la maggioranza deve farlo decadere (basta non votarlo alla Camera), oppure tengano presente che gli facciamo passare Natale e Santo Stefano a Montecitorio dietro al nostro ostruzionismo. Queste norme giocano con la vita delle famiglie italiane”. Paola Taverna, capogruppo M5S al Senato, chiede anche le dimissioni del sottosegretario Giorgetti: “Seconda sfida concreta a Renzi e il suo partito: se il Partito Democratico è coerente chieda, come fa il M5S da mesi, le dimissioni del sottosegretario con delega al gioco d’azzardo Alberto Giorgetti(Ncd), il politico più amato dalle lobby del gioco d’azzardo, che giovedì ha difeso in Senato questo emendamento”. Il presidente del consiglio Enrico Letta nel frattempo, si dice pronto a rimediare all’errore: “Ho condiviso quello che Renzi ha detto sulla norma sul gioco d’azzardo. E’ un errore a cui il Governo ha intenzione di rimediare. Aggiungo che siamo talmente convinti che sia necessaria un’azione forte che nei prossimi giorni il Governo presenterà un piano d’azione per contrastare le ludopatie”.

Il decreto Salva Roma ha permesso alla giunta Marino di approvare il bilancio previsionale del 2013 che ha ereditato dall’ex sindaco Alemanno. Approvazione che ha consentito di evitare tagli drastici o commissariamenti. Nel testo anche il blocco dell’aumento dell’addizionale Irpef e il no alla privatizzazione di Acea. Il testo scade il 30 dicembre e oggi inizia la discussione alla Camera: “I tempi sono molto ristretti”, ha continua Di Maio, “e dal momento che non c’è tempo per modificarlo e rimandarlo al Senato – spiega – la maggioranza deve farlo decadere, non c’è altra via. Basta non votarlo“.

Di tutt’altra opinione il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni: “C’e’ necessità di fare chiarezza,pensare che lo Stato favorisca il gioco d’azzardo è scorretto, ma è una realtà che va gestita”, ha detto in una intervista a “Radio Anch’io”. Saccomanni ha poi definito “imprecise le cifre pubblicate sui giornali” sui 90 miliardi di presunti sconti alle imprese con attività legate al gioco d’azzardo: si tratta di sanzioni comminate e contro cui le imprese fanno ricorso e quindi di pagare una penale del 20% su sanzione comminata – ha spiegato ancora il ministro – alcune hanno accettato, ma parlare di sconto o regalo è scorretto”.