“Parte da Pisa per andare a fare la guerra allo Stato, prende giustamente, qualche manganellata e si inventa di essere stata molestata #bugia”. Il tweet è del senatore Pd Stefano Esposito, accanito difensore della linea dell’Alta Velocità Torino-Lione. Il 43enne parlamentare di Moncalieri è intervenuto sul suo profilo Twitter dopo le denunce di violenza della 33enne pisana NoTav, Marta Camposana, fermata per resistenza a pubblico ufficiale dopo gli scontri tra polizia e attivisti la settimana scorsa in Val Susa: “Ci hanno chiusi con due cariche e bersagliati con una pioggia di lacrimogeni – ha raccontato – poi sono stata colpita da una manganellata alle spalle e trascinata a terra. Una volta nel cantiere ho detto che avevo bisogno di un medico, ma mi hanno nuovamente insultata e portata al pronto soccorso soltanto quattro ore dopo”. “Dieci minuti di follia”, ha concluso la ragazza, “Ho ricevuto una manganellata in faccia, mi hanno toccata nelle parti intime e mi hanno insultata”. 

Di tutt’altro avviso il senatore Pd che sul suo sito, riferendosi al movimento NoTav, si era già fermamente espresso il 20 luglio: “Se vogliamo debellare questa forma di guerra allo stato dobbiamo “decapitare” i mandanti politici e le organizzazioni che li sostengono”.

Nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 luglio nel bosco attorno a Chiomonte si era consumato l’ultimo capitolo della “battaglia” tra 250 NoTav e le forze dell’ordine con un bilancio di 15 agenti contusi, 9 attivisti fermati e l’A32 chiusa improvvisamente al traffico. “E’ sempre più chiaro come l’opposizione al treno non c’entri più nulla con le violenze messe in campo da questi delinquenti, la loro è una battaglia allo stato e come tale va repressa, senza esitazione alcuna”, aveva spiegato Esposito sulla sua pagina web il giorno dopo.

L’autore del libro TAV Sì – scritto nel 2012 con Paolo Foietta – ha poi innestato un botta e risposta sul suo profilo Twitter dove nessuno pare essersela mandata a dire. C’è chi chiede al senatore “Ma tu c’eri?”, chi offende senza troppi giri di parole e chi stigmatizza anche solo quel “giustamente” nel tweet incriminato: “Non so se si rende conto di quel che sta affermando. Non sta infamando un punto di vista o una lotta, ma una persona”. Infine, tra chi si getta nella rissa verbale c’è anche chi sottolinea l’attuale scarsa caratura dei parlamentari delle Repubblica: “Tempi grami questi. Un tempo i senatori erano di ben altra tempra”.

Esposito non è nuovo ad esporre in modo “colorito” i suoi punti di vista sugli accadimenti di cronaca e di politica di questi ultimi mesi. Il senatore del Pd, componente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici di Palazzo Madama, ben prima del suo incarico pubblico aveva esplicitato il suo sostegno alle grandi opere, fino a renderlo uno dei bersagli preferiti del movimento No Tav, tanto che si contano le pericolose minacce anche alla luce del sole su Facebook: “Stefano Esposito deve ringraziare che le Br non sono più attive, altrimenti sarebbe finito”.

Il senatore di area dalemiana è anche stato protagonista nei giorni scorsi di una polemica in merito al dissenso interno del Pd, durante il voto di sfiducia al ministro Alfano. Riferendosi ai colleghi di partito Laura Puppato e Walter Tocci, Esposito aveva detto alle agenzie di stampa: “Ma come? Il capogruppo Pier Luigi Zanda ha tenuto un equilibrio tale sulla vicenda che doveva tenere insieme tutto il gruppo e questi che ti fanno? Escono dall’aula. Basta, questi se ne andassero con Beppe Grillo! Non ci possono più essere abbonati qui dentro al voto in dissenso dal partito”.