Chiomonte, Marcia NoTav al cantiere TAVNon mi esprimo sulle violenze al cantiere della notte tra venerdì e sabato scorsi. È un sacco che non partecipo più ai cortei e alle cosiddette ‘visite’ al cantiere. Ma non perché non le condivida. Tutt’altro. Ma solo perché questa situazione mi reca da un lato un’enorme tristezza (non tollero vedere luoghi un tempo integri profanati) ed una enorme incazzatura, se penso – e non posso non pensarci – allo spreco di danaro pubblico perpetrato da una classe politica che – per citare Virzì – in Ovosodo, “non mi va né su né giù”.

Non entro nel merito delle violenze, mi limito a constatare che la gente qui è sempre più esasperata, ma non solo quelli che alle manifestazioni ci vanno. Anche la maggioranza “silenziosa”.

Ed è esasperata anche perché vede che tutto è come se fosse programmato non solo contro il buonsenso (che l’opera sia inutile lo sanno ormai tutti, anche quelli del pidimenoelle che l’hanno sempre sostenuta), ma anche contro la giustizia, quella giustizia che dovrebbe essere: “uguale per tutti”.

Qui a Torino questa giustizia sembra che oramai funzioni a senso unico. E non solo contro quelli che lanciarono i sassi, che ci sta, ma addirittura contro poveri cristi che con le cosiddette “frange violente” dei No Tav non hanno proprio nulla a che spartire. Due esempi recentissimi fra tutti che la dicono lunga.

Per un esposto presentato in cui si affermava che una paleofrana che minacciava il cantiere non fossero state prese adeguate misure (come del resto previsto dal CIPE), il Presidente di Pro Natura Piemonte e quello di Legambiente Piemonte si sono visti recapitare un avviso di garanzia per procurato allarme. E così pure si vede indagato il tecnico comunale di Chiomonte per avere emesso un’ordinanza in cui si ordinava a LTF di rimuovere delle reti per le quali il Comune non aveva concesso l’autorizzazione. Ordinanza trasmessa anche alla Procura della Repubblica. Risultato: ora egli è indagato per false informazioni al P.M.

Per esperienza, vi posso con tutta tranquillità dire che nella mia breve carriera di libero professionista di esposti e querele ne ho depositati a bizzeffe qui a Torino. Di essi ad oggi non so nulla. Anche per questioni attinenti la lotta No Tav ed anche per fatti in cui era facile individuare il responsabile. Nulla. Dico “nulla”. Sono iniziate le indagini preliminari? Sono state richieste proroghe? In compenso, basta che ci sia una benché minima ipotesi di reato contro la linea ferroviaria che la solerzia da parte della magistratura inquirente è massima.

Addirittura i PM del pool l’altra sera erano presenti sul cantiere.

La lotta contro la linea inutile ci sarebbe comunque, ma almeno si vedesse che vengono perseguiti i poliziotti violenti, almeno non si indagasse chi presenta un esposto o emette un’ordinanza, o si andasse a fondo su come vengono assegnati gli appalti. Forse, dico “forse” almeno la gente crederebbe un po’ di più nella “giustizia uguale per tutti” e sarebbe un po’ meno incazzata.

Personalmente, “I have a dream”. Sogno addirittura che ci sarà un tempo in cui ci sarà un pool di magistrati che indagherà addirittura sui veri perché della Torino – Lione, ed una Corte dei Conti iper efficiente che farà, se del caso, pagare a chi di dovere i danni arrecati al popolo italiano. Mi sorge un dubbio: verrò indagato anche per questo post?