Il sindacato di polizia Coisp, lo stesso che manifestò sotto gli uffici del comune di Ferrara dove lavora la mamma di Federico Aldrovandi, ha denunciato la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria. “Se una sentenza condanna un poliziotto va rispettata, ma se un poliziotto viene assolto si grida allo scandalo. Tanto varrebbe non celebrare affatto i processi, perché la verità dei fatti non serve”, afferma il segretario del sindacato Franco Maccari in una nota che porta la data del 6 giugno e che è pubblicata sui siti dell’organizzazione. Secondo il sindacato “non interessa la verità, non si cerca la giustizia, ma soltanto vendetta. Non si cercano i colpevoli ma capri espiatori, dei trofei da portare in piazza ed appendere a testa in giù. Si vuole una verità che sia buona per farci un film. Si vuole una giustizia sommaria e per ottenerla si continua a gettare fango sulle forze dell’ordine”. Per questo, conclude Maccari, il sindacato ha presentato una serie di denunce “verso chi continua a praticare una costante opera di diffamazione contro la polizia, come la stessa sorella di Stefano Cucchi”.

“Il Coisp – spiega la nota del sindacato – vuole difendere la dignità, di chi ogni giorno, con grande professionalità, dedica il proprio impegno alla difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini, rischiando l’incolumità anche a causa di chi continua ad istigare l’odio contro le divise”. Maccari polemizza: “Tanto varrebbe non celebrare affatto i processi, perché la verità dei fatti non serve: un poliziotto deve essere sempre colpevole. Anziché esprimere soddisfazione perché un tribunale ha accertato che da parte degli agenti non vi furono maltrattamenti ci si indigna perché non c’è il poliziotto cattivo da buttare in carcere. Non interessa la verità, non si cerca la giustizia, ma soltanto vendetta”.