Nel giorno in cui il Popolo della libertà minaccia di far cadere il governo Monti, il segretario del partito Angelino Alfano annuncia il ritorno del Caimano. Il segretario lo ribadisce con chiarezza: la discesa in campo di Silvio Berlusconi esclude l’ipotesi delle primarie all’interno del partito. “Anche oggi Berlusconi mi ha espresso la volontà di tornare in campo da protagonista. E’ lui il detentore del titolo. E’ stato lui l’ultimo ad alzare la coppa. Le primarie erano per la successione, ma essendoci lui in campo non ha senso farle”. 

Che la situazione fosse precipitata lo si era intuito già giovedì sera quando davanti a pochi fedelissimi tra cui Gianni Letta, Denis Verdini ed Angelino Alfano, l’ex capo del governo aveva rotto gli indugi decidendo di uscire allo scoperto con una nota in cui denunciava la situazione economica del Paese e faceva intuire la decisione di voler tornare in campo. Concetto ribadito anche venerdì in un vertice fiume a palazzo Grazioli in cui il Cavaliere ha ufficializzato ai presenti l’intenzione di tornare sulla scena: “Io sono in campo”, ha annunciato ai dirigenti del partito che per tutto il pomeriggio hanno fatto la spola tra il Parlamento e via del Plebiscito.

Il tira e molla all’interno del Popolo della libertà dimostra anche come l’annullamento delle primarie fosse già nell’aria. Infatti a pochi giorni dal 16 dicembre, data fissata per le consultazioni, non era in atto alcuna campagna elettorale e i candidati stessi continuavano a ritrattare sul loro ruolo, tranne il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo e l’ex An Giorgia Meloni che hanno mantenuto ferma la volontà di presentarsi davanti agli elettori di centrodestra. Meloni che su Twitter scrive: “Considero la ricandidatura di Berlusconi un errore. In ogni caso, decisioni come questa vanno discusse e prese negli organi competenti”.  Lo stesso Alfano, nelle scorse settimane aveva detto di essere pronto a ritirare la propria candidatura piuttosto che competere con degli indagati. L’annuncio che ha chiuso definitivamente la partita: Alfano si ritira, ma per fare spazio a Silvio Berlusconi, che si candida per la sesta volta da quando ha intrapreso la sua carriera politica.

Non tutti però si ‘riallineano’ sulla posizione del Cavaliere e dei fedelissimi. Ad esempio, al Senato Beppe Pisanu vota la fiducia al governo Monti. Così fa anche Franco Frattini alla Camera. Malumori emergono pure tra gli ex Forza Italia. Gongolano i ‘falchi, le ‘amazzoni’ e le ‘pasionarie’.