Aumenta il costo della benzina, diminuisce la tendenza a spingere sull’acceleratore. Sembra quasi un’equazione quella per cui la velocità degli italiani al volante è inversamente proporzionale all’andamento del costo dei carburanti. Tra i primi sei mesi dell’anno 2012 e i primi sei del 2011, infatti, c’è stato un crollo di circa il 25% delle multe per eccesso di velocità. I dati, ricavati dall’archivio della Polizia Stradale, parlano chiaro: 480.086 sanzioni tra il 1° gennaio e il 1° luglio dell’anno scorso, 356.492 quest’anno.

E mentre il sistema di rilevamento della velocità sulle autostrade (il famigerato Tutor) e i controlli delle forze dell’ordine continuano ad essere i deterrenti a superare i limiti previsti dal codice della strada, allo stesso tempo gli abbonamenti ai mezzi pubblici sono aumentati del 20%. “Contro la crisi economica in atto nel nostro paese, i cittadini reagiscono riducendo i consumi. A dimostrarlo – dicono al Codacons – sono i dati statistici relativi ai più disparati settori: alimentare, abbigliamento, viaggi, ecc. Anche la voce trasporti risente particolarmente dell’andamento negativo dell’economia; in tal caso il comportamento degli italiani è esacerbato dagli abnormi rincari dei carburanti che hanno portato i prezzi di benzina e gasolio alle stelle. In base alle stime del Codacons, nei grandi centri urbani è aumentato di circa il 20% il numero di utenti che sceglie di spostarsi con i mezzi pubblici, allo scopo di contenere le spese quotidiane e tagliare i consumi di carburante. Cresce anche il numero di utenti che per viaggiare predilige mezzi alternativi come treno o aereo, più economici per tragitti lunghi, soprattutto se si considerano anche i pedaggi autostradali”.

Meno velocità, ma anche meno incidenti e meno morti. Consultando l’archivio della Polizia Stradale si legge che l’anno scorso gli incedenti mortali sono stati 115, quest’anno 104. Gli scontri con feriti sono stati 4426 nei primi sei mesi del 2011 e si sono attestati a 3729 nei primi sei mesi di quest’anno. Meno multe anche per la guida sotto effetto di stupefacenti o alcolici. Per il Dipartimento della Polizia Stradale la crisi e il caro benzina sono solo un fattore residuale: “Il calo trae origine dalla più estesa presenza di sistemi di misurazione della velocità media in autostrada con il sistema SICVe Tutor – oggi siamo a più di 2.700 chilometri vigilati – che ha consentito in questi ultimi anni di ottenere, da principio, un incremento di infrazioni, poi diminuite grazie al progressivo adeguamento dei cittadini a comportamenti di guida entro i limiti di velocità prescritti”.

Gli italiani quindi sono diventati più cauti oltre che più attenti al portafoglio: “Il contenimento del numero di sinistri mortali è legato a vari fattori, ma sostanzialmente tutti riferiti ad un cambiamento culturale nell’ottica della prevenzione del sinistro: comportamenti di guida più prudenti, maggiore pressione/deterrenza del sistema sanzionatorio, maggiore preparazione dei conducenti ad affrontare le diverse condizioni della strada, utilizzando autoveicoli che dispongono ormai di numerosi ausili elettronici che “correggono” eventuali imprudenze nella guida. Rimane ancora elevato il tributo di vite umane alla strada e all’esercizio della libertà di circolazione – per qualcuno interpretata come diritto ad usare la strada e a percorrerla a qualunque costo, per molti vista come esercizio di un diritto/dovere nel rispetto della libertà altrui e della sicurezza personale di tutti”. 

Intanto dopo un breve stop dei rialzi e qualche abbassamento i prezzi internazionali dei prodotti raffinati come la benzina ricominciano a salire, anche alla pompa. Le compagnie, sotto pressione per la guerra di sconti del fine settimana, hanno messo mano ai listini per riversare sul prezzo finale una parte dell’aumento registrato sui mercati internazionali. E così tornano a salire i prezzi a circa tre mesi dall’ultimo rialzo.