Alle 9,03 una scossa di terremoto con epicentro in Emilia Romagna di magnitudo 5.8, ma avvertita in quasi tutto il Nord Italia, ha generato morte e distruzione. L’epicentro è stato localizzato ancora a Finale Emilia, in provincia di Modena, a una profondità di circa 10 km. Per ora sono 13 i morti, ma le persone ancora sotto le macerie potrebbero essere molte di più. Quindi non è ancora possibile fare un bilancio.

VIDEO – La scossa indiretta nella tendopoli di Finale Emilia

Situazione grave secondo i soccorritori. Ancora scosse avvertite nei territori a cavallo tra le province di Modena e Ferrara. Il terremoto sta provocando ancora crolli e rende difficile il lavoro dei volontari che stanno tentando di verificare se ci sono feriti.

VIDEO – Le immagini dei crolli in Emilia

Gravi danni e feriti a Cavezzo, Cento e Mirandola. A Cavezzo è crollato il 75 per cento del paese. A Cento è crollato il tetto del teatro comunale e numerose abitazioni private sono segnate da crepe e crolli. A Mirandola, secondo i soccorritori, ci sarebbero diverse persone rimaste sepolte da muri e tetti crollati.

VIDEO – Cavezzo il paese dove quasi tutto è crollato

Il sindaco di Cavezzo, Stefano Draghetti, ai microfoni ha dichiarato: “Il Paese non esiste più. Stavamo cercando a fatica di risollevarci dal sisma del 20 maggio e ora siamo nella disperazione”.

VIDEO – Cavezzo, sindaco: “Lo Stato ci aiuti”

La tendopoli è in via di allestimento nella campagna in periferia, ma sarà pronta solo nella giornata di domani. Per questa sera i cittadini dovranno dormire in auto o, meglio, a trovare alloggio da amici e parenti in altre zone. La zona industriale anche è stata duramente colpita. Venuti giù molti capannoni delle aziende, si cercano le persone che sono rimaste sotto.

VIDEO – Cavezzo, la zona industriale non esiste più

Il centro cittadino del comune è ridotto ad un cumulo di macerie. “Le scosse sono state fortissime – raccontano gli abitanti -, il centro storico è completamente inagibile, si parla di persone disperse”.

VIDEO – Cavezzo, il centro storico non c’è più

Lacrime e abbracci a San Felice sul Panaro, in provincia di Modena, uno dei paesi più colpiti dalle ultime scosse violente di terremoto in Emilia Romagna: qui sono morti tre lavoratori, travolti dal crollo dei capannoni di un’azienda che produceva macchine di precisione, dove lavoravano. Si tratta di due operai stranieri e un ingegnere italiano che stava controllando le lesioni.

VIDEO – San Felice sul Panaro, morti tre operai

Gli operai erano impiegati nella fabbrica Meta Costruzioni. Alcuni colleghi hanno denunciato: “Le vittime avevano paura a causa delle lesioni”.

VIDEO – La fabbrica Meta completamente distrutta

Intanto il premier Mario Monti assicura: “Voglio invitare i cittadini ad avere fiducia, l’impegno dello Stato è garantito”. Lo fa attraverso una breve conferenza a Palazzo Chigi indetta dopo il terremoto. Monti ha voluto esprimere “il cordoglio del governo e mio personale”, e ha aggiunto che  “lo Stato farà tutto ciò che deve essere fatto per assicurare la ripresa della vita delle persone e delle imprese, in una terra così produttiva, solidale e importante per l’Italia”. “L’impegno personale che ho visto sul campo da parte del presidente Vasco Errani – aggiunge – ci incoraggia e ci dà fiducia”.

VIDEO – Monti: “Impegno immediato del Governo”

Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, durante un convegno alla Camera afferma: “E’ naturale che la terra tremi ma non è naturale che crollino edifici. In altri paesi questo non succede”. Anche stamani, come era già successo il 20 maggio, tra le vittime si contano lavoratori rimasti sotto le macerie di capannoni crollati.

VIDEO – Fornero: “Troppi crolli da noi, in altri Stati non accade”

Oggi pomeriggio alle 17 il governo riferirà in Aula alla Camera sulla nuova scossa di terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna.