Il governo Meloni accelera sulla legge elettorale: “Determinati ad andare avanti”. L’appello di 126 costituzionalisti: “Forte preoccupazione”
La coalizione di centrodestra è “determinata” a proseguire il percorso su una nuova legge elettorale. Lo fanno sapere fonti della maggioranza al termine del vertice di Palazzo Chigi con Giorgia Meloni e i leader di centrodestra. Il governo accelera sulla riforma e si dice pronto ad avviare un tavolo con le opposizioni. Al centro c’è il testo frutto di un accordo interno: proporzionale puro con un maxi premio di maggioranza allo schieramento che supera il 40 per cento. Tutto questo mentre 126 costituzionalisti hanno firmato un appello esprimendo “forte preoccupazione” per le “rilevanti criticità dal punto di vista costituzionale” presenti nella riforma.
Ma l’Esecutivo tira dritto. L’obiettivo, fanno sapere è quello di dotare l’Italia di una riforma che “garantisca governabilità e stabilità, per l’intera legislatura, a chiunque vinca le elezioni”. Meloni ha convocato a Chigi i leader della coalizione Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi oltre agli esponenti dei partiti che hanno elaborato la proposta che ora è all’esame della commissione Affari costituzionale della Camera. Presenti, tra gli altri, anche Giovanni Donzelli e Angelo Rossi per Fdi, Alessandro Battilocchio e Stefano Benigni per Forza Italia e il ministro Roberto Calderoli per la Lega. “Con questo spirito, la maggioranza è pronta ad avviare il confronto con le opposizioni, per verificare se, come si auspica, vi sia convergenza sull’obiettivo della stabilità, o se piuttosto si preferiscano sistemi che, non garantendo un risultato chiaro, consentono di governare anche a chi non ha il consenso della maggioranza dei cittadini”, aggiungono fonti della maggioranza rendendo noto che i capigruppo alla Camera dei deputati del centrodestra “contatteranno quelli dell’opposizione per avviare il tavolo di confronto”. Anche nei mesi scorsi i partiti di opposizione hanno scartato l’opzione di sedersi a un tavolo con una riforma già preconfezionata: “Visto che vogliono parlare con le opposizioni di legge elettorale, una cosa da fare subito c’è: ritirino il loro inaccettabile testo“, commenta a caldo oggi Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs nella commissione Affari costituzionali della Camera.
Intanto 126 professori di Diritto costituzionale hanno firmato un appello: “Riteniamo necessario esprimere una forte preoccupazione per la proposta di riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera dei Deputati”, si legge nel testo firmato dai costituzionalisti tra i quali Enzo Cheli, Ugo De Siervo, Roberto Zaccaria, Enrico Grosso e Andrea Pugiotto. Una riforma che, evidenziano, “presenta rilevanti criticità dal punto di vista costituzionale, a partire da un’impostazione di fondo non conciliabile con i principi della democrazia rappresentativa“.
I 126 ritengono innanzitutto “grave il fatto che ancora una volta si vogliano modificare le regole elettorali quasi alla vigilia del voto“. Ma è grave soprattutto, sottolineano, che “dopo il risultato della straordinaria partecipazione voto referendario, si voglia costruire un sistema elettorale che ancora una volta non combatte l’astensionismo, e semmai lo incrementa, con meccanismi quali le liste bloccate e la rigidità di un premio abnorme, che allontanano i cittadini dal voto e dalla partecipazione democratica, trasformando le elezioni in un plebiscito per la scelta di un capo e dei suoi sostenitori”. Nell’appello si elencano i tre punti più critici. A partire dal premio di governabilità il cui rischio maggiore è che “possa risultare eccessivo, fino a portare la lista o coalizione vincente verso il 60% dei seggi“. Altro nodo riguarda “l’aggravamento del sistema delle liste bloccate e il mantenimento delle pluricandidature“. Il terzo profilo riguarda, invece, “l’indicazione preventiva del candidato alla Presidenza del Consiglio, che contrasta con i principi che reggono nel nostro ordinamento la nomina del Governo“. Una rassegna dei punti deboli di un testo che, per la maggioranza, dovrebbe andare avanti fino alla sua approvazione definitiva.