Un’altra estate di lavori programmati sulla rete Rfi: dalla Firenze-Roma alla Caserta-Foggia, le tratte coinvolte e i disagi
“Un’estate piena di disagi”. È la stessa Rete Ferroviaria Italiana ad ammetterlo, presentando il piano dei cantieri ferroviari per la seconda metà del 2026: otto principali interruzioni programmate nei mesi estivi, rallentamenti sulle linee dell’Alta velocità e deviazioni che in alcuni casi porteranno ad allungamenti dei tempi di percorrenza fino a 90 minuti.
Dopo i disagi già registrati negli ultimi anni per i cantieri, in particolare sulla direttrice Firenze-Roma, anche quest’estate migliaia di passeggeri dovranno fare i conti con lavori e limitazioni dovuti all’accelerazione dei cantieri legati al Pnrr e al piano di potenziamento della rete. La tratta AV/AC Firenze-Roma sarà nuovamente interessata da interruzioni tra il 10 e il 28 agosto, dopo le interruzioni del 24 gennaio e del 11 e 12 aprile, nel tratto tra Chiusi Sud e Orvieto Nord, per interventi alla galleria Fabro e al viadotto Paglia: i treni verranno deviati sulla linea convenzionale, con allungamenti dei tempi di viaggio stimati fino a 30 minuti. A Firenze, invece, i lavori sul cavalcaferrovia Ponte al Pino comporteranno stop dal 5 al 9 luglio e poi dal 26 al 30 luglio, con bus navetta tra Santa Maria Novella e Campo di Marte e deviazioni sulla linea Tirrenica che potranno far aumentare i tempi di percorrenza fino a 60 minuti.
Ma i cantieri coinvolgeranno gran parte della rete nazionale. Sulla linea AV Milano-Venezia, dal 2 al 16 agosto, è prevista un’interruzione di 15 giorni tra Verona e Vicenza per i lavori dell’attraversamento ferroviario di Vicenza e della stazione di Montebello, con aumento dei tempi di viaggio fino a 90 minuti. Sulla Milano-Bologna, invece, stop dal 10 al 17 agosto tra Piacenza Est e Melegnano per il rinnovo dei deviatoi, con allungamenti dei tempi di percorrenza fino a un’ora. Interventi pesanti anche sulla Milano-Genova: dal 20 luglio al 28 agosto la linea verrà completamente interrotta per lavori straordinari sul Ponte Po, con aumenti dei tempi di viaggio variabili tra 30 e 60 minuti a seconda dei periodi.
Disagi previsti anche sulla Caserta-Foggia, dal 10 al 30 giugno, per il proseguimento dei lavori della Napoli-Bari: il servizio ferroviario sarà sostituito da bus. Prosegue inoltre il cantiere sulla Battipaglia-Potenza, con lavori della durata di 120 giorni e collegamenti sostitutivi su gomma fino al 30 giugno. Infine, dal 6 al 23 agosto, anche la Roma-Napoli via Cassino sarà servita da bus sostitutivi.
RFI spiega la necessità di questi stop. “Sono 1.300 i cantieri attivi ogni giorno sulla rete ferroviaria, uno sforzo capillare su tutto il territorio nazionale per rendere il sistema ferroviario più efficiente”, ha dichiarato l’amministratore delegato e direttore generale Aldo Isi durante la conferenza stampa nella sede di Ferrovie dello Stato. Il nodo, però, resta la gestione dei disagi. “Bisogna pianificare le interruzioni, coordinarsi con Anas e gestire la viabilità nel migliore dei modi”, ha aggiunto, sottolineando anche la scelta di concentrare i lavori in finestre temporali definite e comunicate con anticipo: “Chi compra il biglietto sa già in partenza che in quei giorni la percorrenza sarà più lenta e l’offerta ridotta o rimodulata”.
Il gruppo FS mette in evidenza anche il lavoro di coordinamento messo in campo per limitare l’impatto sui viaggiatori. “Stiamo ultimando il Pnrr, un obiettivo che contiamo di raggiungere brillantemente, anche se non senza difficoltà. Questo comporta aumenti dei tempi di viaggio e cambi di programma, necessari per ridurre al minimo i disagi per i passeggeri”, è stato spiegato in conferenza, rimarcando le “interlocuzioni continue con Regioni, città e associazioni dei consumatori” per evitare il più possibile i disagi.
Il cuore, per RFI, del piano resta l’Alta velocità, soprattutto nel Mezzogiorno. A luglio entrerà in funzione la tratta Napoli-Cancello della linea AV/AC Napoli-Bari, che consentirà l’interscambio con la stazione di Napoli Afragola, destinata — nelle intenzioni del gruppo — a diventare “l’hub del Sud”. Secondo Isi, già da questa estate il nuovo collegamento permetterà una riduzione dei tempi di percorrenza di circa 45 minuti “in modalità light”, anticipando parte dei benefici dell’opera definitiva. L’obiettivo finale resta quello di collegare Napoli e Bari in due ore e Roma e Bari in tre entro il completamento dell’infrastruttura previsto nel 2029. “È un cantiere complesso, sotto gli Appennini”, ha spiegato l’ad di RFI, ammettendo “che la conformazione del territorio potrebbe comportare possibili slittamenti”.
Tra le opere in via di attivazione figurano, anche, il sestuplicamento della tratta Genova Principe-Genova Brignole, la nuova fermata Pigneto a Roma, l’anello ferroviario di Palermo e l’elettrificazione della Civitanova-Albacina nelle Marche. In Sardegna verrà attivato il Lotto 2 del raddoppio Decimomannu-Villamassargia, mentre nel Nord Italia proseguono i lavori sul corridoio del Brennero, con la prima fase sulla tratta Fortezza-Ponte Gardena, accesso sud alla Galleria di Base.
Sul fronte tecnologico, prosegue l’upgrade del sistema ERTMS sulla Roma-Napoli e, nel 2027, entreranno in esercizio le prime quattro linee convenzionali equipaggiate con il nuovo sistema europeo di gestione del traffico ferroviario. RFI assicura che verranno garantiti collegamenti alternativi e che saranno salvaguardate le direttrici strategiche per il turismo estivo, in particolare le linee Adriatica e Tirrenica e i collegamenti da e per la Puglia.
Sul piano economico, il gruppo rivendica un “record assoluto di investimenti”: 11,6 miliardi di euro nel 2025, il livello più alto mai raggiunto da RFI, con una crescita del 49% rispetto al 2023. A trainare i numeri sono soprattutto i fondi del Pnrr: dei 25 miliardi assegnati al Gruppo FS, 18 risultano già investiti entro febbraio 2026. Secondo i dati illustrati dall’azienda, il piano infrastrutturale avrebbe generato un indotto da 20,5 miliardi sul valore della produzione, con un impatto stimato dello 0,8% sul Pil. “Contiamo di mantenere lo stesso target anche nel 2026”, ha precisato Isi. Nel complesso, il piano di investimenti del Gruppo FS ammonta a 100 miliardi di euro, di cui circa il 60% destinato alla rete infrastrutturale, è stato ricordato in conferenza.