E’ una donna peruviana, la 17esima vittima del naufragio della Costa Concordia. E’ stata trovata nella zona del ponte 6 e identificata: Erika Fani Soriamolina indossava la divisa dell’equipaggio (probabilmente era una barista), e non indossava il salvagente. A causa del maltempo, gli unici a continuare le operazioni di recupero sono i sommozzatori. Oggi il mare mosso con onde alte un metro ha causato lo stop alle operazioni preparatorie al pompaggio di combustibile, tanto che la nave pontone ‘Meloria’ è tornata in porto per ragioni di sicurezza. L’aspirazione vera e propria di combustibile era stata prevista inizialmente per oggi, poi rimandata a domani, ma a questo punto non è escluso che i lavori slittino a martedì. Per i prossimi giorni è previsto un ulteriore peggioramento delle condizioni meteo, con mare da mosso a molto mosso, venti forti da sud-est e cielo molto nuvoloso o coperto con rovesci. Secondo i rappresentanti della Smit, società incaricata dalla Costa, di recuperare il carburante della Concordia “sui dati che abbiamo adesso siamo tranquilli: le cisterne sono intatte”.

Intanto si scatena la “guerra di cifre” sulle somme di denaro da versare ai superstiti. La compagnia Costa Crociere e le associazioni dei consumatori avevano raggiunto ieri un accordo sull’entità dell’indennizzo: 11.000 euro a persona come “copertura di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti, ivi inclusi quelli legati alla perdita del bagaglio e degli effetti personali, al disagio psicologico patito e al danno da vacanza rovinata”, a cui si aggiunge una cifra media di 3.000 euro. Il rimborso verrà riconosciuto indipendentemente dall’età del passeggero, considerando anche i bambini non paganti. Ma sia il Codacons, sia alcune associazioni sono contrarie a una cifra giudicata troppo bassa. “Non accetteremo le proposte ridicole della Costa per i risarcimenti”, afferma Giuseppe Lanzafame, presidente del Comitato dei naufraghi siciliani della Concordia, che si dice “indignato, sia per l’offerta di 11 mila euro formulata da Costa, sia perché 16 organizzazioni che dovrebbero tutelare i consumatori e sono finanziate con i contributi dello Stato, hanno accettato una offerta del genere”. Il Codacons ha invece avviato, in collaborazione con due studi americani, un’azione colletiva (class action) davanti alla Corte di Giustizia di Miami per chiedere risarcimenti per complessivi 460 milioni di dollari per i primi sei passeggeri della Nave Concordia che, tramite il Codacons, hanno firmato il ricorso.