Arriva sul Giglio per fare ordine e provare a evitare il disastro ambientale. Ma le operazioni per sventarlo non iniziano ancora. Il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, sbarca sull’isola a una settimana dal naufragio della nave Costa Concordia. Lo fa nella sua nuova veste di commissario delegato per l’emergenza, fresco di una nomina ratificata appena ieri sera durante il consiglio dei ministri.

“In questi giorni ci sono state troppe voci a parlare e questo non ha aiutato”. Gabrielli sgombra subito il campo da ogni dubbio: “Prendo i pieni poteri, il mio limite sarà solo l’attività dei magistrati che indagano sull’incidente”. Pieni poteri sì, ma su che cosa succederà nelle prossime ore e come si muoveranno i soccorsi (o meglio, le ricerche dei corpi) ancora c’è incertezza. Soprattutto non è chiaro ancora chi e quando deciderà di sospendere le ricerche dei corpi.

Appena arrivato sul Giglio, la prima mossa del successore di Guido Bertolaso è l’insediamento di due comitati: uno consultivo e uno scientifico. Tre le questioni da esaminare per quest’ultimo gruppo: studiare le attività di soccorso e capire, anche con dei medici specializzati, la possibilità che qualcuno sia ancora vivo dentro il relitto. In seconda battuta c’è la questione della messa in sicurezza della nave: imbrigliamento o messa in asse della Concordia?

E poi, come terzo punto, c’è l’eventuale sovrapponibilità tra ricerche, soccorsi e lo svuotamento della nave. Sulla questione, però, ancora non c’è chiarezza. Gabrielli è evasivo: “Il comitato scientifico mi darà una risposta domenica sera sulla compatibilità e sulla sovrapponibilità delle ricerche con lo svuotamento del carburante. A quel punto – ha detto Gabrielli – mi incontrerò con il Procuratore di Grosseto, Francesco Verusio, che è l’unico limite ai miei poteri”. E se le due operazioni non fossero compatibili, quando si deciderà di sospendere le ricerche? Su questo, a precisa domanda de ilfattoquotidiano.it, una risposta non c’è e Gabrielli si nasconde ancora dietro il “limite della autorità giudiziaria”.

Il capo della Protezione civile poi spiega che a prendere la fatidica decisione di fermare le ricerche sarà il direttore tecnico dei soccorsi, precisando: “Mi assumerò di persona anche quella responsabilità”. Insomma, i giorni passano, e le paure dei gigliesi che la nave inizi a riversare le sue duemila tonnellate di carburante aumentano. In tal senso, il capo della Protezione civile ricorda che un danno ambientale – dovuto a oli da cucina, prodotti per la pulizia e altre cose che erano dentro la nave – c’è già stato. Tuttavia il terrore è che, a causa di quel carburante, il naufragio della Concordia possa trasformarsi in disastro epocale.

Un piano per lo svuotamento esiste già ed è stato approvato nei giorni scorsi. Gabrielli spiega che per dirigere le future operazioni di recupero del carburante ha nominato un ufficiale di marina: l’ammiraglio Ilarione Dell’Anna. Le due ditte che dovranno effettuare sono pronte da giorni e scalpitano sul molo. Ma nonostante i pieni poteri, qui al Giglio si rischia che, tra riunioni, comitati e incontri, fino a martedì le operazioni per evitare un disastro non inizino.