Il volantino della mostra 'Il volto sconosciuto della psichiatria. Passato e presente di errori e orrori'

La psichiatria? “Un’industria di morte”. E anche “una scienza fasulla”. Parola di Scientology. Con il patrocinio della Provincia di Milano. Questa la sintesi di una mostra in corso nel capoluogo lombardo, a due passi dal Duomo. Otto stanze allestite dal Comitato dei cittadini per i diritti umani, una onlus legata alla setta americana. Un attacco alla psichiatria ufficiale con il finanziamento dall’Associazione internazionale degli Scientologist. E la garanzia del logo dell’ente governato dall’ex coordinatore regionale del Pdl Guido Podestà.

Il simbolo della Provincia è infatti bene in vista sui volantini che cinque solerti volontari distribuiscono fuori da palazzo Affari ai Giureconsulti. “Mostra gratuita al secondo piano”, così invitano i passanti che nel giorno dell’Immaccolata affollano le vie del centro. Il titolo dell’esposizione è accattivante: “Il volto sconosciuto della Psichiatria. Passato e presente di errori e orrori”. E se chiedi di che si tratta, la spiegazione incuriosisce: “Gli psichiatri fanno cose mostruose. Se un bambino non studia, gli danno gli psicofarmaci. Salga a vedere”. Allora decidi di dare un’occhiata. Del resto, pare una cosa seria: il marchio della Provincia mica mente, pensi.

Il primo pannello è da slogan. “Psichiatria. Un viaggio senza ritorno”. E il resto della mostra, 14 video e diversi cartelli distribuiti negli spazi concessi in affitto dalla Camera di commercio di Milano, vuole dimostrare la validità del teorema. Una ricostruzione della storia della disciplina che punta il dito sugli errori commessi in passato. Per arrivare a sostenere che, dopo tutto, oggi non è cambiato nulla. Le volontarie dietro il banchetto nella sala centrale indottrinano i visitatori e spiegano che il Comitato dei cittadini per i diritti umani ha lo scopo di “riportare la psichiatria all’interno della legge e lottare contro i suoi abusi”. Che poi vuol dire basta alla somministrazione di psicofarmaci, un’idea mutuata pari pari dalle teorie della ‘chiesa’ fondata da Ron Hubbard.

Parole pacate quelle delle volontarie, rispetto a quanto detto da video e pannelli. Che accusano gli psichiatri di inventarsi malattie e prescrivere droghe ai pazienti, spesso bambini, per trarne un profitto economico. Medici fasulli che non utilizzano strumenti medici. Tanto che “in realtà la psichiatria potrebbe essere paragonata a un business, non a una professione nel campo della guarigione”.

Su un pannello il titolo “brutalità e terrore”. Ed ecco cosa si legge sotto: “La psichiatria si è insinuata nel sistema educativo, nelle aule dei tribunali, nei governi, nei sistemi legislativi, nella religione e nella famiglia. Visitando questa mostra scoprirete in che modo stia cercando di attribuire scientificità ai propri metodi, di rovinare la vita alle persone con ‘terapie’ brutali e farmaci psicotropi che causano dipendenza”.

Messaggi chiari. A cui il vice presidente della Provincia e assessore alla Cultura, Novo Umberto Maerna (Pdl), ha concesso il patrocinio. “Patrocinio un po’ sofferto. Non vuol dire che noi condividiamo queste idee”, dice a ilfattoquotidiano.it. Poi si giustifica: “Ho ritenuto il tema trattato di valore, degno di rispetto per chi soffre a causa di queste cose. E Scientology all’inizio non era apparsa”. Già, sui volantini nessun riferimento all’organizzazione, ma con un veloce controllo su Internet il legame tra Scientology e il Comitato dei cittadini per i diritti umani è evidente. E infatti anche l’assessore ammette di essersene accorto. La verifica “l’ho fatta per valutare meglio la mia partecipazione alla mostra”. Dopo aver concesso il patrocinio, quindi. Non prima.

Non che la valutazione a posteriori abbia poi convinto Maerna ad andarci, alla mostra. In ogni caso ha tempo fino a domenica. Per accorgersi che, dall’inaugurazione del 3 dicembre, l’esposizione è visitata anche da scolaresche in gita. Insieme a tanta altra gente. Ieri alle 18, quando alla chiusura mancava un’ora, nelle stanze gremite erano entrate addirittura 1.100 persone, contate una a una da un volontario che riempiva un foglio di crocette.

“Se Maerna abbina il marchio della Provincia a quello di Scientology – attacca Massimo Gatti, capogruppo in Consiglio provinciale della lista Altra Provincia-Prc-Pdci – conferma che il ruolo che ricopre non è adatto a lui. Podestà deve garantire la legalità e la decenza dell’ente”. Un ente che nei giorni scorsi stava per concedere una sala di Palazzo Isimbardi a Casapound. E che un mese fa aveva proposto nel cortile d’Onore un’altra mostra discutibile, con pannelli sulla Seconda guerra mondiale che nemmeno citavano la Resistenza. Allestimento voluto da Maerna. Dall’assessore alla Cultura prima il revisionismo storico. Ora Scientology.