Sub italiani morti, alle Maldive il team di sommozzatori finlandesi per il recupero. Gli altri connazionali rientrano in Italia
È arrivata alle Maldive la squadra dei tre sub-speleologi finlandesi, specializzati in recuperi subacquei, che parteciperanno alle ricerche dei quattro corpi ancora dispersi dei sub italiani morti durante un’immersione nelle grotte di Alimathà, isola dell’atollo Vaavu. Il team ha incontrato la Guardia costiera maldiviana e sta completando la preparazione delle attrezzature, i briefing operativi e la pianificazione finale della missione in vista della prima immersione prevista per lunedì mattina. I sommozzatori finlandesi hanno grande esperienza nelle immersioni in grotta, avendo anche partecipato al salvataggio nel 2018 dei bambini rimasti intrappolati in una cavità subacquea in Thailandia. Le operazioni sono coordinate da Dan Europe (Divers alert network) fondazione specializzata nel soccorso subacqueo: “Le prossime ore saranno interamente dedicate ai controlli delle attrezzature, alla logistica dei gas, alla valutazione ambientale e alla pianificazione dell’immersione, nell’ambito di un’operazione che rimane complessa e ad alto rischio in ambiente profondo e ostruito”, ha affermato domenica in una nota la ceo Laura Marroni, annunciando che “non saranno condivisi ulteriori dettagli operativi fino al completamento del primo intervento”. In arrivo anche equipaggiamenti speciali dall’Australia e dalla Gran Bretagna.
Sabato la missione era stata sospesa per la morte del sergente maggiore Mohamed Mahudhy, uno dei sommozzatori più esperti delle forze maldiviane: finora è stato recuperato solo un cadavere, quello dell’istruttore capobarca, il padovano Gianluca Benedetti, trovato all’ingresso della cavità con le bombole completamente scariche. A quanto riferisce all’Ansa il biologo marino Roberto Danovaro, professore ordinario all’Università politecnica delle Marche, quando il team arriverà nella grotta troverà probabilmente gli altri corpi ancora integri: “Le grotte sottomarine non sono ambienti di caccia e un corpo che si possa trovare al loro interno non è un target per le specie che popolano questi ambienti”, spiega. A provocare qualche danno, invece, potrebbe essere la temperatura elevata dell’acqua e la permanenza dei cadaveri a quella profondità per almeno cinque giorni: “In una zona equatoriale come sono le Maldive, le temperature dell’oceano sono elevate e anche a 60 metri di profondità potrebbero superare i 25 gradi. Bisogna raggiungere profondità di centinaia di metri per trovare acque più fredde”.
Sabato sera a Genova si è tenuto un rosario per due delle vittime, la biologa universitaria Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal; gli altri due subacquei deceduti, oltre a Benedetti, sono Muriel Oddenino di Poirino (Torino) e Federico Gualtieri di Omegna (Verbano-Cusio-Ossola). Sabato sono ripartiti i venti italiani che erano a bordo della barca, la “Duke of York”, insieme alle cinque vittime: rientreranno domenica sera in Italia, atterrando all’aeroporto milanese di Malpensa. Arrivata a Malè, capitale delle Maldive, anche Orietta Stella, la legale della Albatros, il tour operator di Verbania tramite il quale i sub avevano organizzato la crociera scientifica.