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Auto sulla folla a Modena, l’intervento del militare e l’uso del tourniquet: così la ferita più grave è riuscita ad arrivare viva in ospedale

L'uomo, membro delle forze speciali 9° reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin", ha estratto il laccio emostatico in dotazione anche ai militari e con quello è riuscito a limitare la grave emorragia della donna, regalandole il tempo sufficiente per essere trasportata in ospedale
Auto sulla folla a Modena, l’intervento del militare e l’uso del tourniquet: così la ferita più grave è riuscita ad arrivare viva in ospedale
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Le immagini dell’auto che a Modena si è lanciata contro la folla mostrano come, in pochi secondi, una tranquilla passeggiata di sabato in centro si sia trasformata in una possibile strage. La macchina travolge persone a piedi e in bici, corpi vengono sbalzati in aria fino a quando il mezzo non finisce la sua corsa contro la vetrina di un negozio. Intorno si crea il panico, c’è chi urla, chi rincorre Salim El Koudri, il 31enne con problemi psichici autore del gesto. Ma appare chiaro fin da subito che la situazione più grave è quella di una donna di 55 anni schiacciata dall’auto contro le mura di un palazzo. Le gambe le si sono staccate di netto e senza un intervento immediato sarebbe morta dissanguata.

Quell’intervento, però, c’è stato ed è il motivo per cui è riuscita ad arrivare viva in ospedale, dove, dagli ultimi aggiornamenti, si trova in condizioni molto gravi e rimane in pericolo di vita. A osservare la scena c’era un ufficiale dell’esercito, membro delle forze speciali, 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, gli incursori ai quali vengono affidate le missioni più delicate. Militari addestrati alle situazioni più estreme e, quindi, anche al pronto intervento d’emergenza in zone di conflitto. Così, ha estratto un tourniquet, un laccio emostatico in dotazione anche ai militari, e con quello è riuscito a limitare la grave emorragia della donna, regalandole il tempo sufficiente per essere trasportata in ospedale.

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