Nel loro libro Il grande disegno (Mondadori, 2011), Stephen Hawking e Leonard Mlodinow affermano che “nei tempi antichi, l’ignoranza dei comportamenti della natura induceva i popoli ad inventare dei che presiedessero a ogni aspetto della vita umana… Ma con Talete di Mileto (c. 624- c. 546 a. C.), all’incirca 2600 anni fa, le cose cominciarono a cambiare. Sorse l’idea che la natura si attenesse a principi coerenti che potevano essere decifrati. E così ebbe inizio il lungo processo nel corso del quale all’idea del regno degli dei si sostituì la concezione di un universo governato da leggi di natura, e creato secondo un progetto che un giorno potremmo essere in grado di comprendere” (p. 15).

Invece, secondo il professor Roberto De Mattei, il recente terremoto in Giappone, come pure quello di Messina e la fine dell’Impero Romano, per non parlare della distruzione di Varsavia durante la Seconda guerra mondiale, sono dovute al risentimento divino per la corruzione umana. Un’opinione come tante altre, si sarebbe tentati di dire. Senonché, il professor De Mattei è vicepresidente del principale ente scientifico italiano, il Consiglio nazionale delle ricerche, carica cui è approdato, non già per effetto dei suoi discutibili meriti scientifici, ma in virtù dei suoi rapporti politici con la destra. E per tali prese di posizione ne è stata chiesta la rimozione, con una petizione che ho personalmente firmato anche nella mia qualità di ricercatore Cnr.

Il Cnr è sottoposto a un attacco senza precedenti da parte del presente governo, in termini di riduzione di finanziamenti e soffocamento dell’autonomia, letteralmente stracciata dal recente regolamento imposto dalla ministra Gelmini. Anche prese di posizione come quella di De Mattei, hanno quindi una loro logica. Che ce ne facciamo della conoscenza scientifica, volta ad esempio a prevenire i terremoti e a contrastare guerra e razzismo, se questi fenomeni rispondono in realtà a una razionalità trascendente? Mentre la ricerca boccheggia e migliaia di precari senza futuro sono costretti a emigrare, bigotti oscurantisti e ministre bungabunga ballano una lugubre, paradossale e davvero oscena danza sulle macerie di quello che fu un grande e prestigioso ente di ricerca italiano…