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Nyt: “Bin Salman pressa Trump perché continui la guerra all’Iran”. Nominato il successore di Larijani: è l’ex comandante Zolghadr

Israele ha colpito infrastrutture del gas nelle città iraniane di Isfahan e Khorramshahr, nonostante Trump avesse annunciato 5 giorni di tregua. Wall Street Journal: "Paesi del Golfo verso un coinvolgimento diretto nel conflitto". Premier Pakistan: "Pronti a ospitare i colloqui di pace"
Nyt: “Bin Salman pressa Trump perché continui la guerra all’Iran”. Nominato il successore di Larijani: è l’ex comandante Zolghadr
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Media Iran: “Ieri raid Usa-Israele contro infrastrutture energetiche”

L’Iran sostiene che attacchi statunitensi-israeliani avrebbero preso di mira ieri strutture legate al settore energetico nella provincia iraniana di Isfahan e nella città sud-occidentale di Khorramshahr “poche ore” dopo l’annuncio di Trump di rinviare per 5 giorni i raid sull’energia. Lo riportano i media iraniani, citati da Anadolu. A Isfahan, sono stati colpiti un edificio dell’amministrazione del gas naturale e una stazione di riduzione della pressione del gas, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Fars. A Khorramshahr, è stato preso di mira un gasdotto appartenente a una centrale elettrica. Non sono segnalati feriti.  

  • 15:20

    QatarEnergy dichiara la “forza maggiore” sui contratti a lungo termine di gnl anche per l’Italia

    Dopo gli attacchi missilistici dell’Iran, QatarEnergy dichiara la forza maggiore su alcuni dei contratti a lungo termine per la fornitura di gas naturale liquefatto ad Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina. La mossa era stata anticipata come possibilità qualche giorno fa dal ceo del gruppo, Saad al-Kaabi.

  • 15:08

    Haaretz: “Controllo congiunto Hormuz con Usa è vittoria politica di Teheran”

    Il possibile controllo congiunto tra Stati Uniti e Iran dello Stretto di Hormuz, evocato da Donald Trump, si profila come uno dei nodi centrali di eventuali negoziati per mettere fine alla guerra. Il presidente americano ha parlato apertamente della possibilità di gestire il passaggio strategico insieme alla leadership iraniana, parlando di una sorta di controllo condiviso “con gli ayatollah”, in quello che rappresenterebbe un cambio radicale rispetto al quadro precedente alla guerra.

    Lo stretto, arteria fondamentale per il commercio globale di petrolio, è una rotta regolata da convenzioni Onu, ma non è chiaro – scrive Haaretz – se un’intesa bilaterale tra Washington e Teheran sia compatibile con il diritto internazionale. La questione si preannuncia quindi al centro di negoziati complessi. Tuttavia, l’ipotesi stessa di una gestione congiunta metterebbe i due Paesi su un piano teoricamente paritario. In questa chiave, osservatori sottolineano che, nel bilancio politico del conflitto, proprio questo dossier segnerebbe “una chiara vittoria iraniana”.

    Se confermati – prosegue il giornale israeliano – i colloqui tra Stati Uniti e Iran non riguarderebbero soltanto il programma nucleare o la minaccia missilistica balistica, ma contribuirebbero a ridisegnare l’intero assetto geopolitico della regione. Negli ultimi anni Teheran aveva cercato di costruire una cintura di sicurezza attraverso alleanze con i Paesi arabi del Golfo, rivelatasi però insufficiente alla prova della guerra. La vulnerabilità di questi stessi Stati emerge ora come uno degli elementi chiave del nuovo equilibrio regionale. Resta infine da capire – conclude Haaretz – se la leadership iraniana sarà in grado di tradurre questo potenziale vantaggio in una strategia pragmatica per il ‘dopo’ o se prevarranno divisioni interne e una narrazione ideologica di vittoria.

  • 15:00

    Barrot: “Israele si astenga da occupazione sud Libano”

    La Francia chiede a Israele di “astenersi” dal condurre operazioni per prendere il controllo di una zona nel sud del Libano, mentre plaude alla “decisione coraggiosa” di Beirut di espellere l’ambasciatore iraniano. “Esortiamo le autorità israeliane ad astenersi da tali operazioni di terra che avrebbero gravi conseguenze umanitarie e che aggraverebbero la situazione già drammatica del paese”, ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot in un’intervista all’Afp.

  • 14:57

    Modi: “Trump mi ha chiamato, fondamentale apertura Hormuz”

    Il premier indiano Narendra Modi ha reso noto di aver ricevuto una telefonata da Donald Trump, con il quale ha “avuto un proficuo scambio di opinioni sulla situazione in Asia occidentale“. “L’India sostiene l’allentamento delle tensioni e il ripristino della pace nel più breve tempo possibile – ha scritto Modi su X – Garantire che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto, sicuro e accessibile è fondamentale per il mondo intero. Abbiamo concordato di rimanere in contatto riguardo agli sforzi volti a promuovere la pace e la stabilità”.

  • 14:48

    Premier Pakistan: “Pronti a ospitare i colloqui di pace”

    Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che Islamabad è disposta ad ospitare i negoziati per porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, dopo le crescenti speculazioni sul fatto che il Paese possa fungere da mediatore. “Il Pakistan accoglie con favore e sostiene pienamente gli sforzi in corso per perseguire il dialogo volto a porre fine alla guerra in Medio Oriente, nell’interesse della pace e della stabilità nella regione e oltre”, ha scritto su X. “Previo consenso degli Usa e dell’Iran, il Pakistan è pronto e onorato di ospitare i colloqui”.

  • 14:43

    Ambasciatore Usa in India: “Trump e Modi hanno discusso di Hormuz”

    “Il presidente” americano “Donald Trump ha appena parlato con il primo ministro” indiano Narendra “Modi. Hanno discusso della situazione in corso in Medio Oriente, compresa l’importanza di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz“: lo afferma l’inviato Usa Sergio Gor, ambasciatore americano a New Delhi, in un post sui media ripreso dall’agenzia di stampa indiana Pti.

  • 14:42

    Media: “Iran teme che le trattative possano essere una trappola”

    L’Iran teme che le trattative per mettere fine al conflitto possano essere una trappola e puntare a uccidere MohammadBagher Ghalibaf, il presidente del parlamento iraniano. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l’annuncio di Donald Trump di sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche sia solo un tentativo di far calare i prezzi del petrolio prima di riprendere i raid.

  • 14:32

    Media: “Capo negoziatori Usa se colloqui pace proseguiranno”

    Il vicepresidente statunitense JD Vance potrebbe essere il capo negoziatore degli Stati Uniti, al posto di Steve Witkoff e Jared Kushner, qualora i colloqui di pace tra Washington e l’Iran dovessero andare avanti con la mediazione del Pakistan. Lo riferiscono al Guardian citando fonti diplomatiche, secondo cui Stati Uniti e Iran potrebbero incontrarsi a Islamabad già questa settimana. La capitale del Pakistan non è ancora stata ufficialmente confermata come sede di eventuali colloqui, sui quali nessuna delle due parti ha ancora dato il proprio consenso formale.

  • 14:31

    Nyt: “Bin Salman in pressing su Trump per continuare la guerra”

    Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman starebbe spingendo il presidente americano Donald Trump a proseguire la guerra contro l’Iran, definendola una “opportunità storica” per ridisegnare gli equilibri in Medio Oriente. Lo riferisce il New York Times, citando funzionari statunitensi informati sui colloqui tra i due leader, secondo cui Riad considera Teheran “una minaccia di lungo periodo che deve essere affrontata in modo risolutivo”, anche fino a un possibile rovesciamento del regime.

    Il principe saudita avrebbe esortato Washington a non fermarsi, sostenendo che un’offensiva incompiuta lascerebbe un Iran più aggressivo e pericoloso per i Paesi del Golfo, e si sarebbe espresso a favore di attacchi contro le infrastrutture energetiche del regime, al fine d’indebolirlo ulteriormente. Gli analisti citati dal quotidiano sottolineano però una differenza di approccio: mentre Israele potrebbe considerare un successo un Iran indebolito e paralizzato da tensioni interne, l’Arabia Saudita vede in un eventuale collasso dello Stato iraniano una minaccia diretta alla propria sicurezza.

    Riad ha tuttavia smentito ufficialmente questa ricostruzione, ribadendo di sostenere “una soluzione pacifica del conflitto” e sottolineando che la priorità resta “difendere il Paese dagli attacchi iraniani”.

  • 14:04

    Comando militare Iran: “Combatteremo fino alla vittoria completa”

    Un portavoce del comando militare supremo dell’Iran ha dichiarato che le forze armate combatteranno “fino alla vittoria completa”. Lo riporta Iran International. Il comandante del quartier generale centrale iraniano Abdolrahim Mousavi Abdollahi ha aggiunto che le forze armate restano pienamente impegnate nella difesa del Paese sotto la guida della nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei. “Trump ha compreso la realtà sul campo ed è rimasto intrappolato nel pantano della guerra dopo non essere riuscito a raggiungere i suoi obiettivi, e si è rivolto ai leader di alcuni paesi nel tentativo di uscire dal conflitto”, ha aggiunto. 

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