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Nyt: “Bin Salman pressa Trump perché continui la guerra all’Iran”. Nominato il successore di Larijani: è l’ex comandante Zolghadr

Israele ha colpito infrastrutture del gas nelle città iraniane di Isfahan e Khorramshahr, nonostante Trump avesse annunciato 5 giorni di tregua. Wall Street Journal: "Paesi del Golfo verso un coinvolgimento diretto nel conflitto". Premier Pakistan: "Pronti a ospitare i colloqui di pace"
Nyt: “Bin Salman pressa Trump perché continui la guerra all’Iran”. Nominato il successore di Larijani: è l’ex comandante Zolghadr
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Media Iran: “Ieri raid Usa-Israele contro infrastrutture energetiche”

L’Iran sostiene che attacchi statunitensi-israeliani avrebbero preso di mira ieri strutture legate al settore energetico nella provincia iraniana di Isfahan e nella città sud-occidentale di Khorramshahr “poche ore” dopo l’annuncio di Trump di rinviare per 5 giorni i raid sull’energia. Lo riportano i media iraniani, citati da Anadolu. A Isfahan, sono stati colpiti un edificio dell’amministrazione del gas naturale e una stazione di riduzione della pressione del gas, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Fars. A Khorramshahr, è stato preso di mira un gasdotto appartenente a una centrale elettrica. Non sono segnalati feriti.  

  • 18:19

    Wsj: “Il Pentagono vuole schierare altri tremila soldati”

    Il Pentagono prevede di dispiegare tremila soldati della divisione di élite dell’esercito in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo il quale l’ordine scritto per il dispiegamento è atteso a ore. Lo schieramento dell’82ma divisione, spiegano le fonti, apre a Donald Trump la possibilità di perseguire diverse opzioni strategiche.

  • 18:13

    Missile su Tel Aviv, falliti vari tentativi intercettarlo

    Il missile iraniano che ha colpito stamane Tel Aviv ha eluso diversi tentativi di intercettazione da parte della difesa aerea israeliana. È il risultato di un’indagine preliminare delle forze armate, riportata da Haaretz, secondo la quale il missile aveva una testata da 100 chilogrammi e ha colpito tra gli edifici, danneggiando 12 strutture, tra cui una gravemente e sette moderatamente. Ha inoltre innescato un incendio, mandando in fumo nove auto. Sei le persone che hanno avuto bisogno di soccorso per inalazione di fumo e ferite riportate durante la corsa verso un rifugio, ma sono state trattate sul posto.

  • 18:10

    Erdogan: “Turchia rimane fuori dalla guerra”

    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ribadito che la Turchia “rimane fuori dalla cintura di fuoco che infiamma la regione”. “E’ necessario tornare a dare priorità a negoziati e diplomazia, non portare altra legna al fuoco che attanaglia tutta la regione. Non cadremo in nessuna trappola”, ha detto Erdogan. Il leader turco ha parlato al termine del Consiglio dei Ministri. I conferenza stampa durante ha attaccato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Le conseguenze globali della guerra voluta così fortemente dal signor Netanyahu le pagheremo tutti. La sua guerra preferita lascia a tutti noi un conto di 8 miliardi di dollari”, ha dichiarato Erdogan. 

  • 17:47

    Erdogan: “Non si permetta a Israele di sabotare soluzione diplomatica”

    “Non si deve permettere che la posizione intransigente, massimalista e radicale di Israele saboti il percorso verso una soluzione diplomatica” alla guerra in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, al termine di una riunione del governo, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Anadolu.

    “Gli ultimi 25 giorni hanno dimostrato che il mondo sta pagando il prezzo della guerra di Netanyahu, che sta colpendo 8 miliardi di persone”, ha proseguito Erdogan, riferendosi alle ripercussioni economiche del conflitto, iniziato con gli attacchi americani e israeliani contro l’Iran.

    “La Turchia è stata tra i primi Paesi ad aver compreso correttamente il processo che ha fatto precipitare la regione in un bagno di sangue e violenza”, ha aggiunto Erdogan, evidenziando la determinazione a “tenere il nostro Paese fuori da questa cintura di fuoco. Rifiutiamo una guerra di logoramento regionale”.

  • 17:40

    Esplosioni in Libano, ipotesi missile intercettato

    Dopo che delle esplosioni sono state udite nella regione di Kesrouan, in particolare a Sahel Alma (Jounieh), in Libano, una fonte della sicurezza citata da al-Hadath ha ipotizzato la possibilità di un’intercettazione missilistica. Anche i media libanesi hanno riportato impatti in diverse località di Kesrouan, tra cui Kleyaat. Lo riporta L’Orient Le Jour. Alcune fonti non verificate affermano che il missile sia stato lanciato dall’Iran. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) negano di aver effettuato un attacco aereo nella zona e affermano di star esaminando le segnalazioni.

  • 17:03

    Times: “Gb valuta invio di una nave per bonificare dalle mine lo Stretto di Hormuz”

    Il Regno Unito sta valutando l’invio di una nave nello Stretto di Hormuz per contrastare la minaccia delle mine navali da parte dell’Iran. Lo riferiscono funzionari della Difesa britannica al Times, secondo cui il piano prevede l’impiego di una unità militare della Royal Navy o di un’imbarcazione commerciale noleggiata da utilizzare per il trasporto di droni progettati per la ricerca e la distruzione degli ordigni. L’operazione si inserirebbe in una missione multinazionale con la partecipazione di Francia, Usa e altri Paesi imprecisati.

  • 16:28

    Pezeshkian: “Assistiamo al risveglio di molti popoli contro Usa e Israele”

    “Oggi assistiamo al risveglio dei popoli di molti Paesi del mondo. I popoli di Pakistan, Turchia, Iraq, Libano, Egitto e dei Paesi arabi manifestano ad alta voce il loro rifiuto verso gli Stati Uniti, Israele e i loro crimini“: così su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. “I cuori delle persone libere del mondo non sono con i sionisti. La stabilità nella regione è possibile attraverso la cooperazione e il rispetto della volontà dei popoli”, ha aggiunto.

  • 16:21

    Cnn: “Iran disposta ad ascoltare se c’è un piano sostenibile”

    Fra gli Stati Uniti e l’Iran ci sono stati dei “contatti” e Teheran è disposta ad ascoltare proposte “sostenibili” per mettere fine alla guerra. Lo afferma Cnn citando una fonte iraniana, secondo la quale ad avviare i contatti è stata Washington. “Sono stati ricevuti messaggi tramite intermediari per sondare la possibilità di raggiungere un accordo per mettere fine alla guerra“, spiega la fonte a Cnn mettendo in evidenza che l’Iran non chiede incontri o colloqui ma è disposto ad ascoltare qualora ci fosse un piano sostenibile. Qualsiasi proposta, ha aggiunto, deve includere la revoca tutte le sanzioni imposte all’Iran.

  • 16:06

    Idf uccide un 15enne in un raid nel sud del Libano

    Un adolescente è stato ucciso e una persona è rimasta ferita durante un’operazione israeliana nel sud del Libano. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. L’agenzia di stampa nazionale israeliana, che cita il Centro operativo per le emergenze sanitarie, ha dichiarato che le forze israeliane sono entrate all’alba nella città di Halta, nel distretto di Hasbaya, e hanno rapito un residente. Secondo il comunicato, l’operazione è stata condotta sotto un intenso fuoco nemico, provocando la morte di un ragazzo di 15 anni e il ferimento di un’altra persona.

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