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“Gli Usa hanno inviato all’Iran il piano di pace in 15 punti”, possibile vertice di pace già giovedì in Pakistan

I media americani pubblicano i punti. Il presidente del Parlamento iraniano in Pakistan con il benestare di Israele e Usa. Teheran permette il passaggio delle navi di "paesi non ostili" nello stretto di Hormuz. Missili iraniani con ordigni a grappolo hanno bucato l’Iron Dome. Nominato il successore di Larijani: è l'ex comandante Zolghadr
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Gli Stati Uniti hanno inviato all’Iran un piano in 15 punti per mettere fine alla guerra

Gli Stati Uniti hanno inviato all’Iran un piano in 15 punti per mettere fine alla guerra. Lo riporta il New York Times sottolineando che il piano è stato trasmesso tramite il Pakistan. Non è chiaro quanto sia stato condiviso fra i funzionari iraniani, né se l’Iran è propenso o meno ad accettarlo come base per i negoziati. Secondo il New York Times non è chiaro neanche se Israele abbia condiviso la proposta. 

Momenti chiave

    • 19:20

      Idf: “Missile di Teheran caduto a Beirut”

      L’esercito israeliano ha affermato che un missile lanciato dall’Iran è caduto a mezzogiorno a Beirut, nel 25mo giorno della guerra in Medio Oriente scatenata da un’offensiva israelo-americana contro la Repubblica islamica. “A seguito di una valutazione e sulla base delle informazioni a disposizione dell’esercito israeliano, nonché in considerazione dei lanci effettuati in precedenza nella giornata in direzione dello Stato di Israele, un missile balistico lanciato dal regime terrorista iraniano è caduto a Beirut”, si legge in un comunicato militare senza ulteriori precisazioni.

      Un portavoce militare israeliano ha detto che la caduta del missile sulla capitale libanese (colpita da bombardamenti israeliani da una quindicina di giorni) era avvenuta “verso mezzogiorno“, ovvero più o meno contemporaneamente o poco prima che il governo libanese annunciasse la sua decisione di espellere il nuovo ambasciatore dell’Iran a Beirut, nominato a febbraio.

    • 19:12

      Casa Bianca: “Operazioni militari continuano, Trump esplora diplomazia”

      Le operazioni militari degli Stati Uniti contro l’Iran proseguono senza sosta anche se Donald Trump persegue opzioni diplomatiche “appena emerse“, ha precisato la Casa Bianca dopo che il Presidente americano ha annunciato una tregua di cinque giorni negli attacchi contro le infrastrutture energetiche del Paese per lasciare spazio a una trattativa per la fine della guerra e colloqui con Teheran con il Pakistan come possibile mediatore. “Mentre il Presidente Trump e i suoi negoziatori esplorano queste possibilità diplomatiche appena emerse, l’Operazione Furia epica continua senza sosta per arrivare agli obiettivi militari delineati dal comandante in capo e dal Pentagono”, ha affermato la portavoce, Karoline Leavitt in una dichiarazione per l’Afp.

    • 19:11

      Nyt: “Trump pensa a una convention repubblicana a Dallas prima del voto di novembre”

      Donald Trump e il partito repubblicano stanno valutando Dallas, in Texas, come sede della convention del partito prima delle elezioni di metà mandato di novembre. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali la kermesse potrebbe ternesi l’8 settembre per cercare di spingere il voto anticipato. I partiti di solito organizzano le convention ogni quattro anni per le elezioni presidenziali, ma Trump ha chiesto una kermesse quest’anno per motivare gli elettori. 

    • 19:09

      Axios: “Usa attendono risposta dell’Iran su un possibile incontro”

      Gli Stati Uniti e i mediatori stanno valutando la possibilità di un incontro di alto livello per la pace con l’Iran giovedì ma stanno aspettando una risposta da Teheran. Lo riporta Axios citando alcune fonti.

    • 18:59

      Forze GB abbattono 14 droni in un attacco contro base in Iraq

      Militari britannici da Erbil hanno abbattuto la scorsa notte 14 droni diretti contro l’Iraq, in un raid contro una base operata insieme a Gran Bretagna e Stati Uniti, ha reso noto il ministro della Difesa John Healey a una riunione di governo.

    • 18:19

      Wsj: “Il Pentagono vuole schierare altri tremila soldati”

      Il Pentagono prevede di dispiegare tremila soldati della divisione di élite dell’esercito in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo il quale l’ordine scritto per il dispiegamento è atteso a ore. Lo schieramento dell’82ma divisione, spiegano le fonti, apre a Donald Trump la possibilità di perseguire diverse opzioni strategiche.

    • 18:13

      Missile su Tel Aviv, falliti vari tentativi intercettarlo

      Il missile iraniano che ha colpito stamane Tel Aviv ha eluso diversi tentativi di intercettazione da parte della difesa aerea israeliana. È il risultato di un’indagine preliminare delle forze armate, riportata da Haaretz, secondo la quale il missile aveva una testata da 100 chilogrammi e ha colpito tra gli edifici, danneggiando 12 strutture, tra cui una gravemente e sette moderatamente. Ha inoltre innescato un incendio, mandando in fumo nove auto. Sei le persone che hanno avuto bisogno di soccorso per inalazione di fumo e ferite riportate durante la corsa verso un rifugio, ma sono state trattate sul posto.

    • 18:10

      Erdogan: “Turchia rimane fuori dalla guerra”

      Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ribadito che la Turchia “rimane fuori dalla cintura di fuoco che infiamma la regione”. “E’ necessario tornare a dare priorità a negoziati e diplomazia, non portare altra legna al fuoco che attanaglia tutta la regione. Non cadremo in nessuna trappola”, ha detto Erdogan. Il leader turco ha parlato al termine del Consiglio dei Ministri. I conferenza stampa durante ha attaccato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Le conseguenze globali della guerra voluta così fortemente dal signor Netanyahu le pagheremo tutti. La sua guerra preferita lascia a tutti noi un conto di 8 miliardi di dollari”, ha dichiarato Erdogan. 

    • 17:47

      Erdogan: “Non si permetta a Israele di sabotare soluzione diplomatica”

      “Non si deve permettere che la posizione intransigente, massimalista e radicale di Israele saboti il percorso verso una soluzione diplomatica” alla guerra in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, al termine di una riunione del governo, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Anadolu.

      “Gli ultimi 25 giorni hanno dimostrato che il mondo sta pagando il prezzo della guerra di Netanyahu, che sta colpendo 8 miliardi di persone”, ha proseguito Erdogan, riferendosi alle ripercussioni economiche del conflitto, iniziato con gli attacchi americani e israeliani contro l’Iran.

      “La Turchia è stata tra i primi Paesi ad aver compreso correttamente il processo che ha fatto precipitare la regione in un bagno di sangue e violenza”, ha aggiunto Erdogan, evidenziando la determinazione a “tenere il nostro Paese fuori da questa cintura di fuoco. Rifiutiamo una guerra di logoramento regionale”.

    • 17:40

      Esplosioni in Libano, ipotesi missile intercettato

      Dopo che delle esplosioni sono state udite nella regione di Kesrouan, in particolare a Sahel Alma (Jounieh), in Libano, una fonte della sicurezza citata da al-Hadath ha ipotizzato la possibilità di un’intercettazione missilistica. Anche i media libanesi hanno riportato impatti in diverse località di Kesrouan, tra cui Kleyaat. Lo riporta L’Orient Le Jour. Alcune fonti non verificate affermano che il missile sia stato lanciato dall’Iran. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) negano di aver effettuato un attacco aereo nella zona e affermano di star esaminando le segnalazioni.

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