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Lettonia

  • Mafie russofone: traffico di migranti, contrabbando di sigarette, traffico di droga, furti, riciclaggio

“Il crimine organizzato in Lettonia è in espansione e i legami con i gruppi del crimine organizzato internazionale si stanno intensificando”, avvertiva nel 2011 il rapporto Russian Speaking Organized Crime Groups in the Eu, pubblicato dall’Institute for Security and Development Policy di Stoccolma, che metteva l’accento in particolare sull’attività di gruppi di origine russa. Il rapporto segnalava un peso schiacciante del denaro sporco su quello pulito: “In particolare riciclaggio e corruzione distruggono l’economia del Paese, fra i più poveri dell’Ue. Secondo la Banca mondiale la quota di economia illegale sul totale è del 40%”.  Già nel 2009, il rapporto Europol Organised Crime Threat Assessment sottolineava come il Paese giocasse un “ruolo cruciale come intermediario fra la criminalità organizzata russa e gli ambienti criminali dell’Unione europea”.

Il dossier dell’istituto svedese indicava diversi gruppi criminali radicati nel Paese, guidati da boss riconosciuti. Uno di questi, i cui leader storici venivano indicati in Iurii Valivaci e Andris Verhovskii, era sospettato di avere “stretti legami con rappresentanti delle mafie russofone in Russia, Gran Bretagna, Germania, Israele”. Contrabbando, furti d’auto e omicidi a pagamento le principali attività attribuite al gruppo.

Secondo Europol, diversi traffici attraversano la repubblica baltica in due direzioni: da est a ovest migranti illegali, droga, sigarette; da ovest a est cocaina. I gruppi lettoni perseguono il condizionamento dell’attività giudiziaria e investigativa nel Paese, la penetrazione e la corruzione nella pubblica amministrazione. Anche l’organismo di polizia europea sottolinea la questione del riciclaggio, e come il sistema bancario sia nel mirino dei gruppi russofoni.


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