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Portogallo

  • Camorra: vendita di capi d’abbigliamento contraffatti

  • Ndrangheta: spaccio di stupefacenti, riciclaggio

Il 5 maggio del 2012 è stato arrestato a Coimbra Giovanni Capone Perna, pregiudicato latitante considerato affiliato al clan di camorra Pagnozzi. Ma non è il primo sentore di presenza dei clan campani nel Paese. Il 6 marzo 1991 viene ucciso a Cascais, non lontano da Lisbona, Mario Iovine, storico boss dei Casalesi. A ordinare l’omicidio è Nunzio De Falco per vendicare l’omicidio del fratello Vincenzo.

Francesco Forgione, ex presidente della commissione parlamentare antimafia italiana, in Mafia export (2009) riporta che già alla fine degli anni Ottanta era rintracciabile a Porto la presenza di soggetti collegati ai clan Di Lauro, Ricciardi e Sanni, cioè i boss che rappresentano la cosiddetta “alleanza di Secondigliano”. In questo senso a Porto la camorra è attiva nel settore della commercializzazione di capi d’abbigliamento e marchi contraffatti.

Secondo il centro di ricerca Transcrime, inoltre, la ‘ndrangheta sta investendo centinaia di milioni di euro – provenienti da attività illecite – nel settore turistico. A Setubal è stata segnalata la presenza di esponenti del clan Di Stefano. Nel 1992, a Faro, nel sud del Paese, fu arrestato Emilio Di Giovine, dell’omonimo clan di ‘ndrangheta trapiantato dalla Calabria a Milano, protagonista del traffico internazionale di hashish. Come per la Spagna, infine, la Direzione investigativa Antimafia segnala l’importanza logistica del Paese, usato come sponda con il Sud America per l’arrivo di ingenti quantità di cocaina.


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