Turchia al ballottaggio, la diretta – Erdogan sarà presidente fino al 2028. L’attacco sui diritti civili: “La famiglia è sacra. Strangoleremo chiunque la tocchi”

I seggi hanno chiuso alle 17 (16 ora italiana). Il presidente in carica vince al secondo turno contro il candidato dell'opposizione Kemal Kilicdaroglu (ha collaborato Futura D'Aprile)

Aggiornato: 21:24

  • In Evidenza
    20:49

    Erdogan riconfermato presidente. I nodi: dall’economia ai migranti

    Lo scrutinio è corso veloce dalla chiusura delle urne alle 17 ora locale (le 16 in Italia) e dopo meno tre ore il risultato del ballottaggio ha consegnato la presidenza della Turchia nuovamente nelle mani di Recep Tayyip Erdogan, che resterà al potere fino al 2028. Nel corso dello scrutinio – che al 98% delle schede scrutinate dava il presidente in carica al 52,11%, contro il 47,89% dello sfidante Kemal Kilicdaroglu – si sono verificate discrepanze rispetto allo spoglio, con l’agenzia indipendente Anka, vicina all’opposizione, che dava in un primo momento Kilicdaroglu in vantaggio, per poi virare sul testa a testa e infine assegnare la vittoria al presidente in carica come i media ufficiali turchi. Nei suoi primi commenti dalla chiusura delle urne, parlando ai sostenitori su un autobus della campagna elettorale fuori dalla sua casa a Istanbul, Erdogan ha detto: “Ringrazio ogni membro della nostra nazione per avermi affidato la responsabilità di governare questo Paese ancora una volta per i prossimi cinque anni”. Erdogan ha poi ridicolizzato l’avversario per la sconfitta, dicendo “bye bye bye, Kemal“, mentre i sostenitori fischiavano. “L’unico vincitore di oggi è la Turchia“, ha proseguito, e ha voluto attaccare i diritti Lgbt, accusando i partiti di opposizione di sostenerli: “Nella nostra cultura la famiglia è sacra, strangoleremo chiunque osi toccarla. Nessuno può insultare le nostre famiglie”. 

    A differenza della vittoria di cinque anni fa, il presidente turco si troverà da domani costretto a dare risposte su problemi che si sono aggravati negli ultimi anni come il difficile rapporto con l’Occidente con Ankara che non ha ancora dato il via libera all’ingresso della Svezia nella Nato. E dovrà affrontare una situazione economica molto fragile, con un’inflazione che è sopra il 43% e alla fine del 2022 aveva superato l’80% toccando i livelli più alti dei precedenti vent’anni, mentre la lira turca ha toccato nei giorni scorsi un ennesimo record negativo rispetto al dollaro. La questione dei migranti siriani che ospita la Turchia, quasi 4 milioni di persone arrivate dopo l’inizio del conflitto civile nel 2011, è destinata ad essere un altro tema caldo per la futura amministrazione. Erdogan ha promesso che un milione di loro torneranno “volontariamente” in patria ma il presidente siriano Bashar al-Assad, con cui sta cercando da mesi una riconciliazione dopo avere rotto i rapporti oltre dieci anni fa, ha chiesto esplicitamente che le truppe di Ankara lascino il Paese. Precondizione per la normalizzare i rapporti e preparare il terreno per il ritorno dei rifugiati.

    Erdogan è riuscito a vincere mantenendo la sua base elettorale e guadagnando anche i voti che aveva ottenuto al primo turno Sinan Ogan, il politico di destra nazionalista che con poco più del 5% dei dei consensi si era classificato terzo e ha poi deciso di appoggiare il presidente uscente al ballottaggio. Kilicdaroglu, alla guida di un fronte di opposizione molto eterogeneo, aveva utilizzato toni concilianti durante la prima fase della campagna elettorale ma pare che non abbia pagato la scelta di virare su una retorica nazionalista nelle ultime due settimane. Posizione che lo ha reso meno popolare nelle regioni a maggioranza curda che lo avevano invece sostenuto al primo turno. Mentre Erdogan ora guarda già alle elezioni locali del 2024, dove punta a riconquistare Istanbul e Ankara che aveva perso con il voto di cinque anni prima, incassa il sostegno di Putin, di Orban, del Qatar, dell’Azerbaigian, del Pakistan, degli Emirati Arabi Uniti e dell’Arabia Saudita.

    Domani si vocifera che il presidente turco possa recarsi a pregare a Santa Sofia, da lui riconvertita in moschea nel 2020, in occasione del 570esimo anniversario della conquista ottomana di Costantinopoli. A Istanbul intanto i suoi sostenitori lo celebrano sparando in aria e suonando i clacson delle automobili che occupano con lunghe file le strade della più grande città turca. Questa vittoria porta con sé anche una novità. Il presidente ha deciso di non tenere il suo discorso celebrativo alla sede del suo partito Akp di Ankara, come ha sempre fatto tradizionalmente dopo le elezioni, ma parlerà dal palazzo presidenziale nella capitale turca, fatto costruire da lui stesso negli scorsi anni. 

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  • 21:24

    Macron si congratula con Erdogan

    Il presidente francese Emmanuel Macron “si congratula” con Erdogan per la sua rielezione e sottolinea le “sfide da affrontare insieme”.  

  • 21:15

    Kilicdaroglu: “Continueremo la lotta”

    “Continueremo la lotta, la nostra marcia continua, noi siamo qui”. Lo rivendica durante una conferenza stampa ad Ankara il leader 74enne delle opposizioni Kemal Kilicdaroglu, uscito sconfitto dal ballottaggio delle presidenziali dove Recep Tayyip Erdogan ha vinto con il 52% dei consensi. “Dovete sapere che ci opporremo alle difficoltà che ci attendono”, ha aggiunto. Kilicdaroglu, che ha costretto Erdogan ad andare al ballottaggio (è la prima volta che non vince le elezioni al primo turno), in un discorso infuocato tenuto nel quartier generale dell’opposizione ad Ankara è tornato a condannare il governo autoritario di Erdogan e ha ringraziato i circa 25 milioni di turchi che hanno votato per lui, riferisce la Bbc. “Alzatevi e camminate con orgoglio”, ha detto ai suoi sostenitori. cba

  • 20:49

    Erdogan riconfermato presidente. I nodi: dall’economia ai migranti

    Lo scrutinio è corso veloce dalla chiusura delle urne alle 17 ora locale (le 16 in Italia) e dopo meno tre ore il risultato del ballottaggio ha consegnato la presidenza della Turchia nuovamente nelle mani di Recep Tayyip Erdogan, che resterà al potere fino al 2028. Nel corso dello scrutinio – che al 98% delle schede scrutinate dava il presidente in carica al 52,11%, contro il 47,89% dello sfidante Kemal Kilicdaroglu – si sono verificate discrepanze rispetto allo spoglio, con l’agenzia indipendente Anka, vicina all’opposizione, che dava in un primo momento Kilicdaroglu in vantaggio, per poi virare sul testa a testa e infine assegnare la vittoria al presidente in carica come i media ufficiali turchi. Nei suoi primi commenti dalla chiusura delle urne, parlando ai sostenitori su un autobus della campagna elettorale fuori dalla sua casa a Istanbul, Erdogan ha detto: “Ringrazio ogni membro della nostra nazione per avermi affidato la responsabilità di governare questo Paese ancora una volta per i prossimi cinque anni”. Erdogan ha poi ridicolizzato l’avversario per la sconfitta, dicendo “bye bye bye, Kemal“, mentre i sostenitori fischiavano. “L’unico vincitore di oggi è la Turchia“, ha proseguito, e ha voluto attaccare i diritti Lgbt, accusando i partiti di opposizione di sostenerli: “Nella nostra cultura la famiglia è sacra, strangoleremo chiunque osi toccarla. Nessuno può insultare le nostre famiglie”. 

    A differenza della vittoria di cinque anni fa, il presidente turco si troverà da domani costretto a dare risposte su problemi che si sono aggravati negli ultimi anni come il difficile rapporto con l’Occidente con Ankara che non ha ancora dato il via libera all’ingresso della Svezia nella Nato. E dovrà affrontare una situazione economica molto fragile, con un’inflazione che è sopra il 43% e alla fine del 2022 aveva superato l’80% toccando i livelli più alti dei precedenti vent’anni, mentre la lira turca ha toccato nei giorni scorsi un ennesimo record negativo rispetto al dollaro. La questione dei migranti siriani che ospita la Turchia, quasi 4 milioni di persone arrivate dopo l’inizio del conflitto civile nel 2011, è destinata ad essere un altro tema caldo per la futura amministrazione. Erdogan ha promesso che un milione di loro torneranno “volontariamente” in patria ma il presidente siriano Bashar al-Assad, con cui sta cercando da mesi una riconciliazione dopo avere rotto i rapporti oltre dieci anni fa, ha chiesto esplicitamente che le truppe di Ankara lascino il Paese. Precondizione per la normalizzare i rapporti e preparare il terreno per il ritorno dei rifugiati.

    Erdogan è riuscito a vincere mantenendo la sua base elettorale e guadagnando anche i voti che aveva ottenuto al primo turno Sinan Ogan, il politico di destra nazionalista che con poco più del 5% dei dei consensi si era classificato terzo e ha poi deciso di appoggiare il presidente uscente al ballottaggio. Kilicdaroglu, alla guida di un fronte di opposizione molto eterogeneo, aveva utilizzato toni concilianti durante la prima fase della campagna elettorale ma pare che non abbia pagato la scelta di virare su una retorica nazionalista nelle ultime due settimane. Posizione che lo ha reso meno popolare nelle regioni a maggioranza curda che lo avevano invece sostenuto al primo turno. Mentre Erdogan ora guarda già alle elezioni locali del 2024, dove punta a riconquistare Istanbul e Ankara che aveva perso con il voto di cinque anni prima, incassa il sostegno di Putin, di Orban, del Qatar, dell’Azerbaigian, del Pakistan, degli Emirati Arabi Uniti e dell’Arabia Saudita.

    Domani si vocifera che il presidente turco possa recarsi a pregare a Santa Sofia, da lui riconvertita in moschea nel 2020, in occasione del 570esimo anniversario della conquista ottomana di Costantinopoli. A Istanbul intanto i suoi sostenitori lo celebrano sparando in aria e suonando i clacson delle automobili che occupano con lunghe file le strade della più grande città turca. Questa vittoria porta con sé anche una novità. Il presidente ha deciso di non tenere il suo discorso celebrativo alla sede del suo partito Akp di Ankara, come ha sempre fatto tradizionalmente dopo le elezioni, ma parlerà dal palazzo presidenziale nella capitale turca, fatto costruire da lui stesso negli scorsi anni. 

  • 20:15

    Le congratulazioni a Erdogan dai leader

    Iniziano ad arrivare i primi messaggi di congratulazioni a Erdogan, per la rielezione. Come riportano i media turchi, tra i primi a inviare i complimenti figurano il primo ministro dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mohammad Shtayyeh, il presidente serbo, Aleksandar Vucic, quello azero, Ilham Aliyev ed il primo ministro libico, Abdul Hamid Dbeibah.

  • 19:39

    Erdogan: “Oggi scriviamo la storia”

    “Oggi scriviamo ancora una volta la nostra storia“. Lo ha dichiarato a Istanbul il presidente Recep Tayyip Erdogan, che sta parlando davanti ai suoi sostenitori dal tetto di un grande pullman. “Continueremo a lavorare duro”, ha proseguito Erdogan, che ha al fianco la moglie Emine. “Saremo all’altezza della fiducia che ci avete dato”, ha proseguito il presidente rieletto, sottolineando che “l’intero popolo turco è il vincitore di queste elezioni”.

  • 19:38

    Orban: “Indiscutibile vittoria di Erdogan”

    “Congratulazioni al Presidente Erdogan per la sua indiscutibile vittoria elettorale!”. Lo scrive su Twitter il premier ungherese Viktor Orban. Che aggiunge in turco: “Tebrikler, SayÕn CumhurbaşkanÕ!” ovvero “complimenti presidente!”.

  • 19:37

    Emiro del Qatar: “Fratello Erdogan, congratulazioni per la vittoria”

    “Mio caro fratello Recep Tayyip Erdogan, congratulazioni per la tua vittoria”. Si congratula così su Twitter l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, per la vittoria di Erdogan nel ballottaggio delle elezioni turche. “Ti auguro successo nel tuo nuovo mandato – aggiunge Tamim bin Hamad Al Thani – e che tu realizzi in esso ciò a cui aspira il popolo turco in termini di progresso e prosperità, per le forti relazioni dei nostri due Paesi e per un loro ulteriore sviluppo”.

  • 19:35

    Erdogan: “La nostra gente ci ha dato fiducia”

    “La nostra gente ci ha dato fiducia ancora una volta”, ha detto Erdogan dopo avere vinto con il 52% le elezioni presidenziali oggi al ballottaggio contro lo sfidante Kemal Kilicdaroglu. “Solo la Turchia ha vinto oggi”, ha detto Erdogan parlando davanti a una folla a Kisikli, sulla sponda anatolica di Istanbul

  • 19:16

    Sostenitori di Erdogan in strada a Istanbul

    Festeggiamenti in strada a Istanbul da parte di sostenitori di Erdogan, a seguito della diffusione dei risultati non ancora definitivi del ballottaggio delle elezioni presidenziali, che lo vedono avviarsi verso la vittoria sullo sfidante Kilicdaroglu. Nonostante i risultati finali non siano ancora arrivati, cittadini pro Erdogan si sono riversati per le strade sventolando bandiere della Turchia e del partito di Erdogan Akp, esultando e suonando claxon. L’agenzia di stampa turca AnadoluErdogan in vantaggio fin dalla diffusione dei primi risultati preliminari, ma adesso anche l’agenzia Anka vicina all’opposizione, che inizialmente dava un testa a testa con Kilicdaroglu in leggero vantaggio, dà Erdogan in testa con il 51,5% e Kilicdaroglu al 48,5%.