Cos'è il gang stalking: quando la persecuzione sembra essere ovunque - 3/6
Molte delle persone che chiamano utilizzano una definizione precisa: “gang stalking”. L’espressione descrive la convinzione di essere bersaglio di una persecuzione collettiva e coordinata, messa in atto non da un singolo individuo, ma da una rete di persone. I racconti possono comprendere pedinamenti, rumori prodotti intenzionalmente, automobili che ricompaiono, vicini che osservano dalle finestre, sconosciuti che pronunciano frasi allusive, dispositivi nascosti e messaggi indirizzati alla vittima attraverso gesti apparentemente ordinari.
“Bisogna fare una distinzione fondamentale”, spiega Murnau. “Sappiamo tutti che lo stalking è un problema reale ed esiste in forme devastanti. Esistono molestie, intimidazioni, sorveglianze illecite e condotte coordinate che devono essere prese molto sul serio. Non si deve mai liquidare una persona senza averla ascoltata. Ma pronunciare le parole ‘gang stalking’ non dimostra automaticamente l’esistenza di una rete organizzata. Servono fatti, persone identificabili, episodi circostanziati e riscontri indipendenti”. Il confine è sottile. Sottovalutare una minaccia reale può lasciare una persona senza protezione. Confermare una persecuzione che non trova alcun riscontro può invece alimentare una paura già fuori controllo. “Il mio lavoro non è dire al cliente ciò che desidera sentirsi dire. È cercare prove. E se le prove non esistono, devo avere l’onestà di dirlo”.