Crime

“È una storia di misoginia. Io e Raffaele Sollecito ci vogliamo bene”: Amanda Knox torna a parlare del delitto di Perugia. Le scuse (mai bastate) a Patrick Lumumba

Ospite di Silvia Toffanin a "Verissimo" per un'intervista esclusiva

di Redazione FqMagazine
“È una storia di misoginia. Io e Raffaele Sollecito ci vogliamo bene”: Amanda Knox torna a parlare del delitto di Perugia. Le scuse (mai bastate) a Patrick Lumumba

Amanda Knox sarà ospite di Silvia Toffanin a “Verissimo” per un’intervista esclusiva domenica 27 settembre, alle ore 16.30 su Canale 5. Accanto a lei, per la prima volta in televisione, il marito Christopher e i figli Eureka ed Echo. Al centro del confronto le polemiche scoppiate attorno al suo show di stand-up comedy Cartwheel, in cui l’americana torna a raccontare in prima persona gli anni del caso giudiziario che la vide coinvolta a Perugia.

Le critiche della famiglia di Meredith Kercher

Nel corso dell’intervista, Amanda Knox affronta le reazioni della famiglia di Meredith Kercher al suo spettacolo: “Non faccio ironia su un omicidio. La sua famiglia ha perso una figlia e una sorella nel modo più atroce possibile e quindi sono giustificati nel sentirsi per sempre arrabbiati, però mi spiace che si sentano feriti dalla persona sbagliata”.

Knox respinge poi l’accusa di voler minimizzare la violenza sulle donne: “L’idea che il mio messaggio sia quello di normalizzare la violenza contro le donne è falsa. Ogni volta che parlo di quello che è successo a me, parlo anche di quello che è successo a Meredith. Il fatto che nessuno ricordi il nome della persona che l’ha violentata (Rudy Guede, ndr) e uccisa è una tragedia“.

E aggiunge una riflessione sulla vicenda giudiziaria: “Penso che questa sia una storia di misoginia: le è stata tolta la vita come se non valesse niente e io sono stata messa in carcere come se non valessi niente, quando eravamo entrambe innocenti”.

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