Musica

Francesco Guccini dal vivo non era Iggy Pop, ma nemmeno De Gregori o De Andrè: macinava il repertorio con una sensibilità popolare che nessun altro ha saputo fare come lui

Il 3 dicembre del 2011 all’Unipol Arena, a Casalecchio di Reno, il malore in scena si trasformò in abbraccio col suo popolo

di Davide Turrini
Francesco Guccini dal vivo non era Iggy Pop, ma nemmeno De Gregori o De Andrè: macinava il repertorio con una sensibilità popolare che nessun altro ha saputo fare come lui

Non sappiamo in quanti hanno seguito Francesco Guccini – morto oggi 6 agosto a 86 anni – nei suoi concerti. Quando ancora non avevano cominciato a tirarlo per il camicione per ogni tipo di intervista (pratica non proprio tra le sue preferite), il Guccio si raccontava, e raccontava, spirito e idealità, nel focolare osteria del suo palco. Burbero e brusco come isolamento montanaro voleva, in mezzo ai suoi musici era diventato nel tempo un chiacchierone, uno che sparava battute sagaci tra un brano e l’altro, battute che nell’evo di Berlusconi erano diventate grappoli di costante e divertito dileggio.

Negli attimi appena dopo la sua dipartita, dare un taglio sul “Maestrone” privato non avrebbe né senso né rispetto se non attraverso la sua messa cantata, in quel suo rito collettivo, simbolico stage diving che nelle note della Locomotiva si trasformava in un corale sentito adorante crowd surfing. Diverso da tutti gli altri cantautori Guccini nei live lo era per principio e anagrafe. In fondo è negli anni ottanta con i Nomadi che comincia a macinare con impeto date su date.

E il Guccio negli anni ottanta andava già verso i cinquant’anni. Insomma, la performance era tutta concettuale, o se si vuole fraternamente intellettuale. Ovviamente non era Iggy Pop, ma nemmeno De Gregori o De Andrè. Guccini macinava il repertorio con una singolare e curiosa sensibilità popolare che nessun altro ha saputo fare come lui.

Precedente
Precedente
Successivo
Successivo
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione