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Esce dalla curva e si schianta contro una pecora in fuga: allevatore condannato a pagare 84 mila euro a un motociclista

Ribaltata in appello la sentenza sul sinistro di Cingoli. Per i giudici il proprietario dell'animale ha una responsabilità del 60% per omessa custodia, nonostante la condotta del centauro

di Redazione FqMagazine
Il colpo di scena in Appello: i verbali dei Carabinieri fanno fede - 4/4

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Il motociclista non si è arreso e ha impugnato la sentenza davanti alla Corte d’Appello, sollevando elementi cardine che erano stati trascurati o non correttamente valutati nel corso del primo giudizio. La difesa del centauro ha posto l’accento sui verbali redatti dai Carabinieri intervenuti sul luogo del sinistro. I militari dell’Arma, infatti, avevano sanzionato amministrativamente l’allevatore proprio per la mancata custodia del gregge; una multa che l’uomo, peraltro, non aveva mai impugnato o opposto, accettando implicitamente la contestazione formale.

I giudici d’Appello hanno accolto questa chiave di lettura, riconoscendo un concorso di colpa ma spostando l’asse della bilancia: la responsabilità del sinistro è stata attribuita per il 60% all’allevatore e per il restante 40% al motociclista. Di conseguenza, il proprietario della pecora è stato condannato a corrispondere la cifra di 84.851 euro (dalla quale andranno stornati 8.700 euro già versati in precedenza a titolo di acconto), ponendo fine a un lunghissimo contenzioso tra codice della strada e diritto alla custodia degli animali da pascolo.

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