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Esce dalla curva e si schianta contro una pecora in fuga: allevatore condannato a pagare 84 mila euro a un motociclista

Ribaltata in appello la sentenza sul sinistro di Cingoli. Per i giudici il proprietario dell'animale ha una responsabilità del 60% per omessa custodia, nonostante la condotta del centauro

di Redazione FqMagazine
Il primo grado: la difesa del

Il primo grado: la difesa del "mansueto ovino" - 3/4

In prima istanza, il tribunale aveva rigettato in blocco la richiesta risarcitoria, sposando una linea decisamente favorevole al proprietario dell’animale. Secondo il giudice di primo grado, infatti, la totale assenza di tracce di frenata e di manovre evasive documentate sul posto dimostravano una condotta di guida disattenta da parte del conducente, “tale da poter far superare anche la presunzione di responsabilità del proprietario dell’animale”. La sentenza di primo grado aveva persino sollevato forti perplessità sulla reale velocità d’azione dell’animale, descritto nei verbali del magistrato come un “mansueto ovino“, la cui andatura naturale difficilmente avrebbe potuto configurare un’immissione fulminea e del tutto inevitabile sulla sede stradale.

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