James Bourne, voce storica dei Busted e degli McBusted, ha rotto il silenzio per aggiornare i fan sulle sue condizioni di salute. Il cantante ha ammesso di non essere “ancora fuori dal tunnel del pericolo“, a distanza di dieci mesi dal ritiro forzato dal tour che avrebbe dovuto vederlo protagonista insieme ai compagni di band.
Lo scorso settembre James aveva dovuto rinunciare, ad appena un giorno dal debutto a Birmingham, al tour “Busted v McFly” che riuniva le due storiche band britanniche. Un addio improvviso, comunicato dallo stesso cantante attraverso un messaggio in cui spiegava di non essere nelle condizioni fisiche per affrontare le date previste, pur senza fornire dettagli precisi sulla natura del problema.
Sul palco, il compagno di band Matt Willis aveva raccontato al pubblico, visibilmente commosso, che James stava molto male, sottolineando quanto fosse difficile esibirsi per la prima volta senza di lui.
Nei mesi successivi la situazione si è fatta più seria: lo scorso aprile, dopo mesi di silenzio sui social, Bourne aveva rivelato di dover affrontare un intervento chirurgico importante, descritto come necessario per “prolungargli la vita”, pur ribadendo di non aver perso la speranza di tornare presto a fare musica e a girare il mondo con la sua band.
Nelle settimane successive, sempre Matt Willis aveva rassicurato i fan a Good Morning Britain, raccontando che l’amico stava lentamente migliorando, pur non essendo ancora del tutto ristabilito.
Ora, dopo la cancellazione (mai del tutto chiarita) del suo account Instagram avvenuta poche settimane fa, come riporta il Daily Mail, James ha scelto un canale insolito per comunicare con i suoi fan: la biografia del suo profilo Spotify. Lì, ha annunciato, condividerà a breve i dettagli più recenti sul suo percorso di cura, definendolo “una storia lunga”.
Nel frattempo, il cantante ha raccontato di aver trasformato questo periodo complicato in un momento produttivo: il tempo lontano dai palchi gli ha permesso di dedicarsi a un nuovo album, “Murder At The Gates”, pubblicato il primo luglio e nato dalla collaborazione con il celebre drammaturgo americano Steven Sater per un nuovo progetto musicale a cui lavorava da 13 anni.