Fiorella Mannoia: “Gli zingari, sono i figli del vento” - 6/8
“Io ho sempre pensato che il ruolo di un artista non sia mai consolatorio – ha detto la cantante presentando ‘ Khorakhanè’ – l’arte non deve essere consolatoria. L’arte deve essere provocazione, sdegno anche quando non serve, ma deve sviluppare dei pensieri e dei ragionamenti. Fabrizio e Ivano hanno scritto questa canzone sui Rom, quelli che noi chiamiamo comunemente zingari, e ne hanno fatta una canzone di una tale poesia perché i Rom sono definiti ‘i figli del vento’. Si sono sempre spostati e al vento hanno affidato la loro storia, che è una storia non scritta. È una storia che si tramanda da millenni di bocca in bocca, proprio come il vento”.