Musica

“Fare Amici è stato un grande salto nel vuoto. Ho avuto alti e bassi, a volte serve qualcuno che ci creda più di te. Le cose nuove mi impaurivano, ma ora sperimento il rischio”: così Jacopo Sol

In occasione dell’uscita di “Onda Blu”, Jacopo Sol ha raccontato, a FqMagazine, sia la genesi della canzone, che la nuova percezione di sé, sia come artista, che come persona

di Andrea Bressan
“Fare Amici è stato un grande salto nel vuoto. Ho avuto alti e bassi, a volte serve qualcuno che ci creda più di te. Le cose nuove mi impaurivano, ma ora sperimento il rischio”: così Jacopo Sol

“Sono sempre stato impaurito dalle cose nuove”, ma “ora sperimento anche il rischio”. È questa una delle principali consapevolezze che, Jacopo Sol, si è portato dietro dalla sua partecipazione ad Amici 24. Terminato il programma, l’artista ha pubblicato l’EP “Dove Finiscono I Sogni?” (2025) ed ora si sta focalizzando sull’uscita di diversi singoli. L’ultimo è “Onda Blu”, rilasciato il 26 giugno, e parla di un momento in cui le distanze si annullano e tutto sembra potersi fermare. Per il cantante classe 2002 è una traccia che “si può sentire al mare, ma non è così spensierato da non farti pensare”.

In occasione dell’uscita di “Onda Blu”, Jacopo Sol ha raccontato, a FqMagazine, sia la genesi della canzone (“È il primo pezzo che ho scritto assieme a mio fratello”), che la nuova percezione di sé, sia come artista (“Ora sono sicuro di essere quello che ci crede più di tutti”), che come persona (“Vedo le cose un po’ più nel lungo periodo, senza troppa ansia”).

Che ricordo hai di Amici 24?
È passato un anno, ora posso parlarne con più consapevolezza. Il ricordo rimane molto positivo, e anzi mi rendo ancora più conto di quanto mi sia servito in tante cose: sulla musica, ma anche sul farsi più domande, sull’imparare a pensare maggiormente e al darsi delle risposte. Mi ha insegnato a maturare un po’, sia artisticamente che caratterialmente.

Qual è la risposta più importante che ti sei dato?
È sul modo di vivere questa maratona, che non è più una corsa. Vedo le cose più nel lungo periodo, senza troppa ansia, perché comunque pensare “E se non va bene?”, vuoi o non vuoi, succede. Ora, però, è una cosa che faccio molto meno, mi concentro sulla musica e sul fare qualcosa che mi piace.

Come hai vissuto il post programma?
Non è stato traumatico, fortunatamente. Mi sono sempre posto tante domande, ho anche analizzato il tutto e non mi sono mai preoccupato particolarmente, anzi. Dopo tanti mesi chiusi in una casa, con altri artisti, senza telefono, è stato strano riaffacciarsi al mondo esterno. Però gradualmente ti ci riabitui e vivi le cose in maniera diversa anche in base all’esperienza fatta.

In “Gran Finale” canti: “A farci a pezzi sei sempre stata meglio di me”: cosa intendi?
La canzone parla di essere in una relazione. E con l’altra persona racconti i tuoi sogni: ma cosa succede se poi, quei sogni, si avverano una volta che la relazione è finita? Tra tutto questo argomento, “A farci a pezzi sei sempre stata meglio di me”, è un po’ un fenomeno autodistruttivo. È quando si tende sempre a cercare qualcosa di negativo. E infatti poi è andato a finire con un “Gran Finale” che poi tanto positivo non è stato.

“Forse a crederci nel mio sei sempre stata meglio di me”: perché non ci credevi abbastanza?
Ho sempre avuto alti e bassi. Momenti in cui magari sono quello che ci crede più di tutti e periodi in cui ho bisogno di qualcuno che me lo dica. Sicuramente non è facile avere sempre la sicurezza e dire “Ok, so che tutti i miei sogni si avvereranno”. A volte serve qualcuno che ci creda più di te. E fortunatamente nella mia vita ci sono state persone che ci hanno creduto di più. Ora però, anche vedendo i sacrifici e tutto quello che ho fatto per inseguire il mio sogno, sono sicuro di essere quello che ci crede più di tutti.

“Non avrei avuto forza di scegliere me, se non mi avessi spinto a risolvere tutte le paure che ora non vedrò più”: a che “paure” fai riferimento?
Paure che si legano molto all’uscire dalla comfort zone e al fare cose che mi spaventano. Sono sempre stato impaurito dalle cose nuove, perché mi sono sempre chiuso nella mia bolla. La spinta di superare queste paure è anche mettermi in gioco, far sentire la mia musica. Ad esempio, fare Amici per me è stato un grande salto nel vuoto perché non sono uno che di solito si butta nelle cose a capofitto. L’esperienza però mi ha insegnato che riesco a fare anche ciò. Quindi ora sperimento molto di più anche il rischio.

In “Lei” dici: “Cerco la luna, qualcosa che renda leggero e che mi renda vivo davvero”: che metafora rappresenta la luna?
Rappresenta il momento serale. Quando magari sei fuori, all’aria aperta, e guardi la luna e non pensi ad altro. Volevo rappresentare il sinonimo di “spensieratezza”.

In cosa non ti senti “leggero”?
Sono uno che pensa tanto, a volte anche troppo. Mi concentro tanto su piccoli dettagli, che in realtà sono cose che mi immagino solo io. Ora sto gradualmente cercando di togliermi questa cosa evitando, quindi, di farmi più problemi di quelli che ci sono in realtà.

Com’è nato il tuo ultimo singolo, “Onda Blu”?
È nato a febbraio ed è il primo pezzo che ho scritto assieme a mio fratello. Era stato pensato come brano molto spensierato ma, col tempo, ha preso un’accezione diversa. Abbiamo deciso di farlo uscire d’estate, periodo in cui i pezzi sono molto spensierati perché, giustamente, le persone vogliono sentire qualcosa di leggero. Però mi piaceva l’idea di fare qualcosa di leggermente diverso, mettendoci una punta di nostalgia e tristezza, perché sono cose che mi appartengono. “Onda Blu” si può sentire al mare, ma non è così spensierato da non farti pensare.

“Anche se tutto può affondare stiamo su, possiamo galleggiare ancora un giorno in più”: quando, invece, è meglio lasciarsi andare?
Quando qualcosa riesce solo a galleggiare è sinonimo del fatto che, prima o poi, deve andare giù. Bisogna lasciare andare quando senti che non ti diverte più nuotare e, magari, riesci a malapena a galleggiare. È quando qualcosa non ti dà più quel piacere che ti dava un tempo.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Cercare di pubblicare e di far ascoltare il più possibile la mia musica. Nell’ultimo anno ho scritto veramente tantissimi pezzi che sono ancora nel mio telefono e quindi l’obiettivo è cercare di fare un album.

Hai messo in stand by i tuoi studi all’università: ora che farai?
Ho ghiacciato l’anno perché ero entrato ad Amici. Mi sono preso quest’anno per concentrarmi totalmente sulla musica e ora sto capendo se il tempo permette di farmi l’ultima sessione a settembre e chiudere anche questo capitolo.

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