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La Corte dei conti indaga sulla transazione-monstre versata dalla società di trasporto brindisina al cugino del presidente del Consiglio regionale

I giudici contabili regionali vogliono vederci chiaro sulla vicenda raccontata da ilfattoquotidiano.it e hanno dato mandato alla Guardia di Finanza di acquisire tutti gli atti relativi al procedimento in questione
La Corte dei conti indaga sulla transazione-monstre versata dalla società di trasporto brindisina al cugino del presidente del Consiglio regionale
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Ora la Corte dei Conti vuole vederci chiaro sul risarcimento-monstre che la Stp di Brindisi ha corrisposto a Toni Esperte, suo dipendente prima licenziato e poi riassunto. L’uomo è un ex consigliere comunale di Mesagne nonché cugino del presidente del consiglio regionale Toni Matarrelli. L’intricata vicenda giudiziaria è stata spiegata da ilfattoquotidiano.it, che ha anche rivelato un documento finora top secret: il verbale di conciliazione giudiziale firmato il 21 novembre 2025 tra Esperte e la presidente di Stp Alessandra Cursi, avvocato nonché moglie di Francesco Civino, l’ex capo di gabinetto di Matarrelli quando quest’ultimo era presidente della Provincia di Brindisi. Un accordo molto vantaggioso per Esperte, che grazie al “punto g” della transazione ha intascato la bella somma di 850mila euro nel giro di 90 giorni a titolo non di reintegra, come sarebbe stato naturale, ma di “risarcimento danno emergente”: la differenza è che l’ex consigliere comunale non ha pagato il 43% di tasse sulla somma. Sulle possibili anomalie dell’accordo e sulla sussistenza di un danno erariale ai danni delle casse della società di trasporto pubblico (i cui unici due soci sono per due terzi la Provincia di Brindisi e per un terzo il Comune di Brindisi) oggi la procura regionale della Corte dei Conti della Puglia ha aperto un fascicolo d’indagine a tempo di record: è stata la procuratrice regionale Carmela de Gennaro a decidere di vederci chiaro dopo l’inchiesta giornalistica pubblicata sabato scorso e ha dato mandato alla Guardia di Finanza di acquisire tutti gli atti relativi alla maxi transazione.

Nel frattempo la notizia sta facendo discutere la politica locale: l’ex sindaco di Brindisi ed ex presidente della Provincia Riccardo Rossi (oggi capogruppo comunale di Avs, all’opposizione nel comune messapico guidato dal centrodestra) ha chiesto una convocazione urgente della conferenza dei capigruppo. “I soci Provincia e Comune sono stati informati di questa transazione? Hanno dato parere favorevole?” sono le domande di Rossi. Mentre il commercialista Cristiano D’Errico (già assessore comunale al bilancio) ha messo nero su bianco una puntuale disamina delle anomalie della transazione e ha fatto un passo avanti: se l’atto dovesse risultare irregolare, cosa succederebbe? “Se il pagamento fosse stato deliberato senza un’adeguata istruttoria, insomma all’acqua di rose” argomenta D’Errico “potrebbero emergere, fragorose, le responsabilità degli organi che hanno autorizzato o avallato l’accordo. Potrebbero essere chiamati a rispondere gli amministratori che hanno approvato la transazione, gli eventuali dirigenti o funzionari che l’hanno istruita e anche gli organi di controllo, qualora non abbiano segnalato profili di incongruità, rischio o danno per la società partecipata”. Ma non solo la burocrazia: anche la politica potrebbe essere tirata in ballo. “Bisognerebbe verificare se il Comune e la Provincia di Brindisi abbiano esercitato correttamente i propri diritti di socio”. È bene precisare che nel novembre 2025, quando la transazione viene sottoscritta, il presidente della Provincia di Brindisi non è più Matarrelli (dimessosi a ottobre per correre alle elezioni regionali) ma l’amministrazione provinciale è retta dal suo vicepresidente Giuseppe Ventrella, anch’egli del Pd.

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