Flotilla in Libia, i legali: “Domenico Centrone e Leonarda Alberizia a processo a Bengasi come immigrati clandestini”. Tajani: “Udienza già oggi”
Gli attivisti del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla, di cui fanno parte anche gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, sono in attesa di processo davanti al Tribunale di Bengasi. Lo hanno confermato fonti legali della Flotilla. La sera del 24 maggio, si erano persi i contatti con il gruppo che si era avvicinato a un blocco a Sirte per negoziare il passaggio. Le stesse fonti spiegano che saranno trattati come immigrati clandestini per essere entrati nella regione senza permesso di sicurezza, e che potrebbero essere espulsi già oggi.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha assicurato di “star seguendo minuto per minuto la situazione”, come “facciamo per tutti i cittadini italiani”. “Stiamo avendo – ah aggiunto – un’interlocuzione anche a Bengasi e dovrebbero andare stamani davanti al giudice. Speriamo di riuscire intanto a farli tornare, ci stiamo lavorando. La situazione libica non è semplice”.
Intenzionato a raggiungere la Striscia di Gaza via terra, il convoglio, formato da 250 persone provenienti da diversi Paesi, automezzi, case mobili, beni di consumo, una ambulanza, dopo 8 giorni di attesa a Sirte e trattative infruttuose, ha deciso di muoversi verso la parte orientale. Una delegazione in avanscoperta formata da un paio di mezzi e una decina di attivisti di diverse nazionalità (Italia, Spagna Uruguay, Argentina, Polonia, Stati Uniti, Portogallo, Canada), ha superato il confine per intavolare una trattativa diretta. Secondo quanto riferito ieri durante una diretta Instagram da un’altra attivista italiana, Sara Suriano, di Andria, rimasta nella zona retrostante con la parte più consistente del convoglio per ragioni di prudenza, il gruppo di testa non sarebbe entrato autonomamente nella Cirenaica, ma sarebbe stato invitato dalle autorità a procedere oltre il confine. Qui i dieci attivisti sono stati fermati dalle milizie libiche di Haftar a cui hanno consegnato i passaporti. Subito dopo le prime rassicurazioni inviate ai compagni di missione, i contatti si sono persi. Il Ministero degli Esteri ieri sera ha riferito di verifiche in corso. Anche il consolato si sarebbe attivato.
Insieme a Centrone, insegnante di Molfetta, nella delegazione di cui sono perse le tracce di Alberizia, una attivista piemontese, di Asti. Già nei giorni scorsi erano state intavolate trattative con il governo della Libia dell’est per ottenere il via libera al passaggio del confine. Ma senza successo. Il convoglio era rimasto fermo per otto giorni a Sirte, nella “No weapon zone”, l’ultima parte neutrale prima della Libia orientale che è separata da quella occidentale a causa della guerra civile. La missione che sta attraversando il nord Africa nasce da una collaborazione tra Global Sumud Flotilla, tramite la quale partecipano molti italiani, e Maghreb Sumud, a trazione nordafricana. Al seguito ci sono 20 mezzi tra cui una ambulanza della Mezzaluna rossa. La maggior parte della missione è costituita da attivisti dei Paesi del Maghreb allargato. Gli europei e i partecipanti di altri continenti sono una minoranza.
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