Cortina, la battaglia ai piedi delle Cinque Torri: le Regole d’Ampezzo contro i gestori delle piste e la nuova seggiovia
Le Regole contro i gestori delle piste. Una battaglia proprio ai piedi delle Cinque Torri, quei sassi alti centinaia di metri che paiono caduti dal cielo in mezzo ai prati e sono uno dei simboli di Cortina d’Ampezzo. D’estate una meta per escursionisti e scalatori; d’inverno per gli sciatori.
Da qui, appunto, il contenzioso per la seggiovia. Da una parte i gestori dell’impianto di risalita del comprensorio delle Cinque Torri a Cortina, la tratta che collega Bai De Dones ad Alpe Potor, dove sorge il famosissimo rifugio Scoiattoli. Dall’altra le Regole d’Ampezzo e la Regola di Ambrizola, gli istituti che detengono le proprietà collettive di una parte di boschi e pascoli dell’area dolomitica. La società Impianti Averau srl che controlla la gestione della seggiovia quadriposto ha messo in cantiere da tempo il progetto per sostituire l’impianto dopo oltre 25 anni di servizio.

Ma le Regole si oppongono, chiedendo una compensazione attraverso la cessione di terreni silvo-pastorali al posto di quelli che verranno utilizzati per ospitare il nuovo percorso, con 15 piloni al posto dei 16 attuali. Ne è nato un braccio di ferro, sfociato nelle opposizioni regoliere in Conferenza dei servizi e con un documento inviato alla Regione Veneto. La realizzazione, che avrebbe dovuto iniziare nel mese di maggio, è così destinata a slittare finché i contendenti non troveranno un accordo.
Un progetto ultra moderno
Gli elaborati del progetto sono stati presentati lo scorso dicembre alla popolazione e hanno avviato un vivace dibattito tra i regolieri. È prevista una nuova seggiovia a sei posti che dovrebbe portare l’attuale capienza di 2.400 persone all’ora fino a 3.000. La stazione di base verrebbe rifatta e anche il rifugio Bai de Dones verrebbe ristrutturato. Rimarrebbe, invece, intatta la stazione d’arrivo alle Cinque Torri. Ad essere sostituiti sarebbero i piloni, spostati rispetto alla posizione attuale. Il progetto comporta un’occupazione di 3.659 metri quadrati di terreno, 2.448 delle Regole d’Ampezzo, 1.175 della Regola di Ambrizola. In questo modo le aree verrebbero sottratte all’attività agro-pastorale, da cui la richiesta delle Regole di ottenere terreni sostitutivi. Una compensazione, per non perdere il proprio patrimonio. Il cronoprogramma prevedeva l’inizio dei lavori a maggio 2026 e la loro conclusione in ottobre, in modo da consentire lo svolgimento della stagione turistica invernale.
Lo stop delle Regole
Le Regole hanno fatto valere le loro ragioni nel corso della procedura di Valutazione di impatto ambientale, inviando una comunicazione alla Regione Veneto, alla Provincia di Belluno e alla società proponente. Spiegano, tra l’altro, che per alcune aree si renderà necessario trasformare la destinazione d’uso dei terreni, da agro silvo-pastorale a turistica. In ogni caso, le Regole hanno chiesto che il progetto non venga approvato finché non daranno un’autorizzazione formale, condizionata alla compensazione con terreni sostitutivi.
E qui vale la pena di ricordare che Cortina, proprio la località vip dello sci italiano, è uno dei pochi luoghi nel nostro Paese dove si è realizzata una forma di ‘comunismo‘. Le Regole, nate circa mille anni fa, sono infatti una forma di proprietà collettiva di boschi e pascoli che nei secoli ha governato – e spesso salvato dallo sfruttamento – una delle valli più belle delle Alpi. Da secoli la popolazione si ritrova per decidere insieme come utilizzare i propri beni. Gli ampezzani inizialmente si ritrovavano tutti insieme sotto il grande albero, pare fosse un tiglio, davanti alla chiesa del paese.
Il nuovo progetto
La seggiovia che si vuole realizzare tocca una zona simbolo di Cortina, le Cinque Torri: il primo rifugio nella zona, infatti, risale al 1904. Si trattava, però, di un luogo destinato essenzialmente agli alpinisti. Gli sciatori arrivarono molto dopo, negli anni Settanta, quando il cortinese Lino Lacedelli – proprio il conquistatore del K2 – fu tra i promotori della realizzazione delle seggiovie. Ma negli ultimi anni in questa zona sono già arrivati nuovi impianti.
Forse anche perché Cortina, pur con i suoi 120 km di piste, era sempre stata accusata di avere dei comprensori bellissimi, ma scollegati uno dall’altro. Ecco allora che dalle Tofane alle Cinque Torri nel 2021 è stata realizzata la cabinovia chiamata Cortina Skyline, con un percorso di 4,5 km sopra i boschi del Falzarego.
Insomma, prima la funivia. Oggi la seggiovia. E nel cassetto c’è la proposta più impattante di tutte.
Gli interventi infatti ricadono all’interno del sito Natura 2000 “Monte Pelmo – Mondeval – Formin”, con particolari tutele dell’habitat, della fauna, dei boschi e delle praterie alpine.
In Regione Veneto esiste da alcuni anni un progetto, sponsorizzato dalla giunta Zaia, che prevede un nuovissimo collegamento a fune tra il comprensorio del Civetta e quello delle Cinque Torri, passando per lo spettacolare altopiano del Mondeval, a ridosso dei Lastoni del Formin. Uno degli ultimi paradisi ambientali verrebbe sacrificato all’industria dello sci: un altopiano raggiungibile soltanto a piedi, in mezzo alle guglie di Formin. Di fronte il monte Pelmo, soprannominato per la sua forma il ‘Caregon degli dei’ (il trono degli dei). Qui, intorno a un minuscolo laghetto d’alta quota, pochi anni fa sono stati rinvenuti i resti di un uomo vissuto circa 8.000 anni fa.