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Oggi chi emigra da Napoli si salva: chi sceglie di restare a lavorare qui diventa carne da macello

Chi resta a Napoli e lavora da dipendente, sia nel pubblico ma specialmente nel privato, viene messo in croce da una società italiana che sta creando diseguaglianze folli
Oggi chi emigra da Napoli si salva: chi sceglie di restare a lavorare qui diventa carne da macello
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Il racconto di Lacreme napulitane, la canzone simbolo insieme a Santa Lucia luntana del vasto repertorio partenopeo dedicato al fenomeno dell’emigrazione, è incentrato sulla lettera che, poco prima di Natale, un emigrante scrive dall’America alla vecchia madre, rimasta a Napoli con i suoi bambini. Solitudine e nostalgia permeano un testo accompagnato da una splendida e commovente melodia in cui si susseguono slanci, sofferenza e note struggenti. La connotazione melodrammatica dei versi trova il suo culmine nel finale del brano, quando l’autore Libero Bovio fa dire al protagonista: “i’ so’ carne ‘e maciello, so’ emigrante.”

Oggi anno 2026 chi ha il coraggio di emigrare da Napoli, invece, si salva! Oggi la “carne da macello” è chi sceglie di restare a lavorare a Napoli da dipendente!

Ogni giovane Medico per esempio che va a lavorare in Germania subito dopo la laurea, anziché rischiare la vita con umiliazioni immani nelle nostre Università bloccate dai baroni politici e/o nei pronto soccorso cittadini a circa 2mila euro mese, quando una sola scatoletta per curare una sola paziente di cancro della mammella costa almeno il doppio, riesce a guadagnare subito da 4mila a diecimila euro al mese, e grazie al folle sovradimensionamento dell’aeroporto intracittadino di Capodichino (con aeroporto di Grazzanise vuoto!) ogni settimana parte per andare al lavoro a Basilea il lunedì mattina per tornare nella sua villa a Capri il venerdì sera.

Non sto raccontando follie. Sto raccontando la vita ordinaria oggi di un mancato Primario di Senologia del Pascale perché troppo giovane e poco raccomandato politicamente, che ogni lunedì da Capodichino parte per operare a Basilea e torna il venerdì per trascorrere il fine settimana nella sua villa a Capri e sulla barca a mare, per cui rientra tra i circa 52mila richiedenti posto barca al sindaco Manfredi a Bagnoli.

Chi resta a Napoli e lavora da dipendente, sia nel pubblico ma specialmente nel privato (con imprenditore camorrista o meno) viene “messo in croce” da una società italiana che sta creando diseguaglianze folli garantendo incassi assolutamente pazzeschi e ingiustificati a chi ha denaro cash da investire, a cominciare dai boss-imprenditori della camorra, come ha appena denunziato Roberto Saviano.

Chi invece detiene il potere politico oggi diviso in lobby economiche bipartisan incassa miliardi di euro gestendo multiutility pubbliche, come quelle che gestiscono Porto ed Aeroporto intracittadini. Come ben dimostrato dalle apparentemente sconclusionate affermazioni della autorità politica del Porto di Napoli appena nominato dal ministro Salvini nella puntata di Report di domenica 26 aprile 2026, pur in presenza dei peggiori dati sanitari di Italia da inquinamento dell’aria, se le navi nuove Trump le costruisce per fare usare gnl, perché perdere tempo a elettrificare le banchine del Porto di Napoli pur avendo in tasca ben 25 milioni di euro del Pnrr da spendere entro giugno 2026? solo per tutelare la salute di circa 4 napoletani al giorno uccisi da inquinamento dell’aria da ossidi di azoto?

Dopo 40 anni di Terra dei Fuochi ancora in piena attività che ha ridotto di ben 5 anni la aspettativa di vita di ogni bambino napoletano che nasce oggi rispetto a qualunque bambino che nasce oggi per esempio a Firenze, oggi anche l’overtourism a Napoli uccide in eccesso senza che nessuno sia nella pseudodestra che nella pseudosinistra si commuova più di tanto.

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