Cercansi commissari disperatamente. Il concorso docenti rischia di portare le operazioni alle calende greche per la mancanza di esaminatori per la fase degli orali. I compensi irrisori e la mancata dispensa dal servizio disincentivano maestri e professori a candidarsi. Servirebbero, secondo i calcoli dei sindacati e della rivista specializzata Tuttoscuola, più di cinquemila commissari da trovare nel più breve tempo possibile per permettere agli oltre 44mila aspiranti dell’infanzia e della primaria e ai 197mila per la secondaria, di terminare le prove. Un lavoro che si preannuncia titanico e che sta mettendo a dura prova in queste ore gli uffici scolastici regionali e territoriali che hanno il compito di formare le commissioni.

Tuttoscuola ha stimato il fabbisogno di commissioni e sottocommissioni in questi termini. Per il concorso infanzia e primaria saranno necessarie 47 commissioni-madre e 129 sottocommissioni; per quello della secondaria di primo e secondo grado 423 commissioni-madre e 368 sottocommissioni.

Per i sindacati va da sé che le procedure non riusciranno a terminare in tempo. “Come per tutte le procedure del Pnrr – spiega a IlFattoQuotidiano.it la segretaria della Flc Cgil Gianna Fracassi – anche il concorso docenti in fase di espletamento risponde a logiche di emergenza e di scarsa pianificazione. Entro il 31 dicembre 2025 sarà necessario assumere settantamila docenti. Tempi serrati e numeri esorbitanti. Avremo bisogno di migliaia di commissari con retribuzioni risibili e senza esonero dal servizio. Sovraccaricare il lavoro del personale della scuola con mansioni non retribuite sembra essere ormai un preciso intento di questo governo”.

Ma quanto guadagna un commissario? A fornire cifre precise è la Uil Scuola. Il compenso base, netto, è così determinato: 944,84 euro per ciascun componente delle commissioni del concorso infanzia, primaria, e per chi ha un diploma primo grado e 0,80 centesimi di euro netti per ciascun elaborato della prova scritta più altri 0,80 per ciascun candidato esaminato alla prova orale. Mentre per i componenti delle commissioni per le secondarie e per chi è laureato il compenso sale a 1.062,94 euro più un euro per ciascun elaborato della prova scritta e un euro per ciascun aspirante alla fase orale. Diverso il discorso per le sottocommissioni: a loro è dovuto un compenso ridotto a metà. Non solo. Per i concorsi connessi all’attuazione del Pnrr il compenso base è determinato nella misura intera qualora la commissione o la sottocommissione concluda i lavori entro 120 giorni dalla pubblicazione dei risultati della prova scritta ed esamini almeno 125 candidati al mese o la totalità degli ammessi alla prova orale ove il numero sia inferiore.

“E’ inaccettabile – dice il segretario della Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile – che ci sia una differenza di retribuzione tra chi corregge le prove della scuola dell’infanzia e primaria e chi invece quelle della secondaria. Inoltre, viene fatto un distinguo anche tra docenti diplomati e laureati. Lo troviamo offensivo, sia nei confronti di chi partecipa ai concorsi, sia per i componenti le commissioni. A ciò si aggiunge il carico di responsabilità a cui il personale è soggetto e le innumerevoli pratiche burocratiche a cui sono sottoposti i commissari”. La Uil scuola Rua ha più volte chiesto che sia garantito almeno un mezzo esonero dal servizio per i componenti e di fare più chiarezza sul compenso: “Non è chiaro – aggiunge D’Aprile – come e se si riduca il compenso qualora le correzioni non terminino nei tempi indicati”.

A incalzare il Governo è anche il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico: “Il numero dei commissari è insufficiente rispetto al numero dei candidati che ha superato la prova preselettiva. È necessario mettere risorse per aumentare i loro compensi senza discriminare tra commissioni e sottocommissioni. Purtroppo a settembre non avremo i vincitori e gli obiettivi del Pnrr saranno disattesi. Per reclutare i precari non bastano tre concorsi come non sono bastati dopo la Buona Scuola nove concorsi. Il numero dei precari è aumentato del 200%”. Parole condivise dalla segretaria della Cisl Scuola, Ivana Barbacci: “Il vero nodo è che in perfetta continuità con il passato non è previsto alcun esonero dal servizio e questo scoraggia tutti. Ci saranno procedure che non riusciranno a terminare in tempo? Purtroppo è probabile che ciò accada anche stavolta”.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Borse di studio in ritardo: a Padova la nuova assegnazione basta per solo 200 studenti (su più di 2600 idonei)

next
Articolo Successivo

“Azione legale per noi esclusi dal bando per presidi”: la rivolta dei direttori dei servizi amministrativi

next