Hanno lanciato vernice colorata contro l’ingresso del Teatro alla Scala dove questa sera si inaugura la stagione operistica con la tradizionale Prima. A compiere il blitz sono stati 5 attivisti di Ultima Generazione, prontamente fermati poi dalla polizia. Il gesto di protesta è stato fatto intorno alle 7.50, quando il gruppo ha lanciato vernice gialla, azzurra e rossa sulla facciata del teatro, soprattutto dove ci sono le teche con le locandine che annunciano lo spettacolo di questa sera. Sono però subito stati bloccati da una pattuglia di poliziotti in servizio in zona. Sul posto è arrivato anche il personale dell’Amsa che ha ripulito i muri dalla vernice lavabile.

“Ultima generazione – no gas no carbone”, c’era scritto sul cartellone esposto da alcuni componenti prima di essere identificati dalle forze dell’ordine. L’attacco al teatro era un rischio valutato, soprattutto nel giorno della Prima e con la sfilata di personalità che parteciperanno all’evento. I cinque sono stati accompagnati in questura per una identificazione e la successiva denuncia. Il personale della Scala ha subito iniziato le operazioni per ripulire la facciata dalla vernice lanciata questa mattina presto sui muri del teatro. Un inizio inatteso per una lunga giornata che culminerà con la tradizionale Inaugurazione della stagione a Sant’Ambrogio, quest’anno con l’opera russa Boris Godunov alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e della premier Giorgia Meloni.

“Abbiamo deciso di imbrattare con della vernice il Teatro alla Scala per chiedere ai politici che questa sera assisteranno allo spettacolo di tirare fuori la testa dalla sabbia e intervenire per salvare la popolazione. La situazione economica e ambientale del Paese peggiora di giorno in giorno e, invece di prendere le misure necessarie a salvaguardare il futuro dell’Italia da siccità e disastri climatici, la politica si rinchiude a godersi uno spettacolo per poche persone, così come riserva a poche persone la possibilità di salvarsi dal disastro alimentato dai continui stanziamenti all’industria del fossile. Speriamo che le macchie sulla facciata della Scala ricordino a Giorgia Meloni e Sergio Mattarella le proprie responsabilità e li spingano ad agire, prima che si ripeta un’altra Ischia”, dichiara Alessandro. Tra i cittadini di Ultima Generazione che hanno preso parte all’azione è presente anche un musicista, che si sente particolarmente toccato da un luogo simile e agisce ora proprio per poterlo salvaguardare. Gli attivisti ricordano che Boris Godunov, l’opera lirica che verrà messa in scena questa sera, “è una storia tragica che abbraccia, oltre al dramma personale del protagonista, la miseria del popolo russo, dilaniato dalla fame ed esitante tra impulso alla rivolta e timore reverenziale verso il potere costituito. Altrettanto tragica è la situazione del popolo italiano, ferito dal cataclisma di Ischia e tradito dall’indifferenza del governo. Ci spiace prendercela con il Teatro alla Scala”.

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