L’inchiesta è passata dalla Procura ordinaria alla Dda di Reggio Calabria. La squadra mobile ha un identikit ben preciso di chi, la sera del 23 agosto, ha sparato tre colpi di pistola contro la vetrata della segreteria politica del deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro, rieletto alla Camera lo scorso 25 settembre con oltre 65 mila voti nel collegio reggino. Il soggetto è stato infatti ripreso dalle telecamere della zona dove, a pochi metri dal Consiglio regionale della Calabria, si è consumata la sparatoria.

I filmati della videosorveglianza
L’immagine dell’uomo che il 23 agosto scorso ha sparato contro la segreteria politica di Cannizzaro

Provenendo dalla direzione opposta a quella del Palazzo della Regione, l’uomo con il volto parzialmente nascosto da un cappellino e da una mascherina anti-covid si è avvicinato alla segreteria in via Quartiere militare a bordo di un monopattino. Mentre nella segreteria del parlamentare era in corso una riunione politica cui stava partecipando lo stesso Cannizzaro, l’uomo ha sparato tre colpi di pistola ad altezza uomo, due dei quali sono rimasti bloccati sul vetro rinforzato dell’ingresso. Stando a quanto emerso dai rilievi della polizia scientifica, però, uno dei proiettili calibro 38 è riuscito a superare la vetrata, non blindata, ma ha perso subito potenza non provocando danni. Nessuna delle persone all’interno della segreteria, infatti, è stata ferita. A quel punto, il soggetto si è allontanato imboccando la traversa di via Niccolò Tommaseo per poi far perdere le proprie tracce. Non prima però di essere filmato dai sistemi di video-sorveglianza presenti vicino alla segreteria di Forza Italia.

Coordinate dal procuratore Giovanni Bombardieri e dai sostituti della Dda Walter Ignazitto e Marco De Pasquale, le indagini non hanno ancora consentito di arrivare a un nome, ma gli agenti della squadra mobile diretti da Alfonso Iadevaia stanno visionando i filmati nel tentativo di individuare un segmento che mostri il volto del soggetto. Nei video ci sarebbero degli elementi considerati utili dagli investigatori e non è escluso che l’uomo che ha sparato i tre colpi di pistola possa essere identificato a breve.

Intanto, la polizia e i pm della Dda hanno più volte sentito i testimoni della sparatoria: gli inquirenti stanno cercando di capire se chi ha agito lo ha fatto per un interesse diretto o su commissione, magari dietro un compenso in denaro. Quel che è certo è che l’obiettivo non era quello di uccidere il parlamentare. Se così fosse stato, l’uomo col monopattino non avrebbe esitato a entrare nella segreteria o avrebbe colpito in un altro momento quando il deputato sarebbe stato più esposto. Tuttavia, gli elementi in mano alla polizia hanno convinto il procuratore Bombardieri e i pm titolari del fascicolo che il contesto possa essere collegato ad ambienti riconducibili o comunque in contatto con la ‘ndrangheta. Ambienti che hanno voluto mandare un messaggio e colpire Cannizzaro nei giorni successivi alla sua candidatura nella lista di Forza Italia e prima delle elezioni. Ecco perché, nonostante i tanti punti interrogativi sulla sparatoria e sul movente, il fascicolo (in cui Cannizzaro risulta parte offesa) è finito alla Direzione distrettuale antimafia.

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