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Rita Benini morta, cos’è l’antiscientifico e pericolosissimo metodo di Ryke Geerd Hamer

La scomparsa di Rita Benini riaccende il ricordo del caso Eleonora Bottaro e dell’influenza esercitata dal fondatore della Nuova Medicina Germanica, una dottrina respinta dalla comunità scientifica ma ancora oggi seguita da alcuni
Rita Benini morta, cos’è l’antiscientifico e pericolosissimo metodo di Ryke Geerd Hamer
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La notizia della morte di Rita Benini un cancro non curato, non solo ha riportato alla memoria la storia della figlia Eleonora Bottaro, morta a 18 anni, perché i genitori la convinsero che la chemioterapia era nociva, ma anche la controversa e pericolosa figura di Ryke Geerd Hamer, il fondatore della ‘Nuova Medicina Germanica, poi morto nel luglio del 2017. Al suo antiscientifico presunto metodo si erano ispirati anche i genitori della ragazzina.

Hamer 82 anni, era stato radiato dall’ordine dei medici tedesco per le sue teorie che attribuiscono a ‘shock emozionali’ lo sviluppo delle malattie come i tumori e che ritengono il cervello capace di riprogrammare l’organismo per curarle senza altro trattamento che la risoluzione del conflitto emozionale. Un trauma personale, tragico come il resto della biografia del personaggio avrebbe ispirato queste idee. Il figlio di Hamer morì nel 1978 in uno strano incidente su uno yacht di fronte alle coste italiane, per cui fu accusato e poi assolto Vittorio Emanuele di Savoia. Tanto lui come sua moglie svilupparono il cancro, che egli attribuì all’angoscia che stavano vivendo.

La moglie, curata con la Nuova Medicina, morì. Il medico, specialista in medicina interna, perse la licenza per esercitare nel 1986, però continuò a trattare i pazienti secondo la sua nuova dottrina. Dieci anni dopo a consegnarlo alle cronache internazionale fu il caso di Olivia Pilhar, una bambina austriaca malata di cancro. I genitori della piccola, seguaci di Hamer, fuggirono a Malaga dove il medico aveva messo in piedi una ‘clinica’ per evitare che fosse trattata con la chemioterapia. L’Austria, che già investigava su Hamer per decine di casi di morti evitabili, allertò la Spagna. La polizia riuscì a convincere i Pilhar a tornare a casa. A Olivia fu estratto un tumore di 4 chili, quando lei ne pesava solo 16. Le fu salvata la vita.

Per il medico tedesco iniziò un pellegrinaggio per tutta Europa. Passò un anno in carcere in Germania tra il 1997 e il 1998, e un anno e mezzo in Francia a partire dal 2004. Più di recente, nell’agosto 2016, il caso della diciottenne italiana, Eleonora Bottaro, affetta da leucemia linfoblastica acuta, morta dopo aver rifiutato la chemio. La ragazza si era ammalata circa un anno prima, quando era ancora minorenne, e i genitori avevano rifiutato la chemioterapia, proprio in accordo con le teorie di Hamer. Nell’aprile scorso la Procura di Padova ha indagato per omicidio colposo aggravato dalla ‘previsione dell’evento’ i genitori della giovane. Hamer è morto due giorni fa in Norvegia, l’ultimo Paese in cui aveva trovato rifugio. E sarebbero stati proprio i Pilhar ad aver dato la notizia.

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