Dopo dichiarazioni iniziali piuttosto rassicuranti la questione delle ricadute ambientali delle tre falle nei due gasdotti Nord Stream sta assumendo connotazioni preoccupanti. Al punto che si comincia a parlare di un potenziale disastro. La Danimarca ha stimato che le perdite potrebbero causare l’immissione nell’atmosfera di una quantità di gas pari a quella che il paese produce in un intero anno. La Germania ha invece calcolato che circa 300mila tonnellate di metano sono già finite nell’atmosfera. Il metano ha un potere di riscaldamento 84 volte superiore a quello dell’anidride carbonica durante i suoi primi 20 anni nell’atmosfera, ma in seguito si degrada rapidamente. Quando valutano l’impatto sul clima delle perdite di metano, gli scienziati in genere convertono il metano in CO2 equivalente utilizzando un fattore potenziale di riscaldamento globale di 20 anni oppure possono moltiplicare il gas per il suo potenziale di riscaldamento globale in 100 anni. La Germania, utilizzando il fattore di conversione di 100 anni, ha affermato che le perdite sono all’incirca equivalenti all’1% delle emissioni annuali totali del paese. Secondo il ministero dell’Ambiente tedesco le emissioni di metano costituiscono una minaccia seria per il clima ma sono relativamente poco gravi per l’ecosistema marino.

“Secondo nostri calcoli preliminari, il potenziale impatto climatico della fuoriuscita di metano potrebbe essere pari alle emissioni annuali di 20 milioni di automobili nell’Ue”, scrive Greenpeace Italia in un tweet. “Non ci sono meccanismi di contenimento per i gasdotti, quindi è probabile che l’intero contenuto dei tubi (entrambi riempiti e lunghi 1200 chilometri, ndr) fuoriesca”, scrivono le autorità tedesche. Stimare l’esatta quantità di metano fuoriuscita nell’atmosfera è estremamente impegnativo. Acquisire dati accurati sull’acqua con gli abituali sistemi satellitare è complesso poiché la luce si riflette sulla superficie. Ci sono elementi di incertezza come la quantità di gas presente nei gasdotti in quel momento, la temperatura e la pressione a cui veniva tenuto e l’esatta dimensione delle falle. Parte del gas si dissolve nell’acqua. Alcuni scienziati, pur condividendo l’allarme per la situazione del Nord Stream, ricordando come siano comunque poca cosa rispetto agli scarichi di routine che provengono quotidianamente dalle infrastrutture del gas a livello globale.

Articolo Precedente

“Le emissioni delle auto sono il doppio di quelle dichiarate dai costruttori. Stellantis, Hyundai-Kia e Bmw le peggiori” – lo studio

next