Arrestato per non aver pagato la tassa d’ingresso in India. È quanto è accaduto a Federico Negri, 28enne originario della provincia di Alessandria, che dal 5 luglio scorso si trova in carcere per aver attraversato un ponte al confine tra Nepal e India, senza versare i soldi per il visto. “Mio figlio rischia fino a otto anni di carcere. Ero al telefono con lui quel giorno quando mi ha comunicato che stava entrando in India”, ha dichiarato la madre, Silvana Orsini, a Repubblica.

Al momento dell’arresto, Negri stava per rientrare in Italia dopo un viaggio di due anni e mezzo tra Cina e Nepal. Ora, la madre, insieme al marito e alla figlia, ha lanciato un appello alla Farnesina e al presidente della Repubblica per riportare il 28enne a Pozzolo Formigaro, dove vive la famiglia. “È stato arrestato il 5 luglio con l’accusa di essere entrato illegalmente nello stato dell’Uttar Pradesh, attraversando un ponte al confine tra Nepal e India”, spiega l’avvocato Claudio Falleti, che assiste il ragazzo con la collaborazione di un legale del posto.

“Ho chiesto al ministero una visita consolare in carcere per verificare le condizioni di salute di Federico. Chiediamo che il consolato sia presente alle udienze, è urgente che la Farnesina faccia tutto il necessario per tutelarlo“. Oltre a questo, prosegue il legale, “stiamo formulando un appello contro la decisione del giudice che ha respinto la richiesta di liberazione su cauzione nell’udienza dell’8 agosto. Chiederemo che la magistratura superiore la riveda”. Lunedì 8 agosto, infatti, Negri sarebbe dovuto tornare libero, ma l’arresto è stato convalidato e l’istanza è stata rigettata. Ora gli avvocati stanno preparando l’appello e intanto il giovane è rinchiuso nel carcere di Maharajganj, in India, da più di un mese.

Il legale del posto ha comunicato che Negri sta bene, ma la madre insiste: “Vogliamo sentirlo da lui. Ci avevano assicurato che avremmo potuto parlargli all’udienza di convalida del 16 luglio, ma si è svolta in via telematica e non è stato possibile”. Dopo quell’ultima telefonata della mattina del 5 luglio, Silvana Orsini ha provato a chiamarlo diverse volte: “Ovviamente il cellulare era staccato. Succedeva, a volte, che fosse in posti dove il cellulare non prendeva, ma appena poteva richiamava sempre”. È stato il maresciallo dei carabinieri di Pozzolo Formigaro a comunicare alla famiglia dell’arresto: “Lo abbiamo saputo 4 giorni più tardi“, ha spiegato la mamma.

Federico era partito per la Cina poco prima che esplodesse la pandemia. È stato in Cina, poi in Nepal, a Pokhara e Katmandu, lavorando come cuoco in montagna e come imbianchino in pianura.

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