Il mese di luglio verrà ricordato in Italia per la caduta del governo Draghi, per l’inflazione alle stelle e per l’inizio della campagna elettorale “sotto l’ombrellone”. Nel frattempo però, a poca distanza dal nostro “Bel Paese”, la Spagna ha compiuto un passo epocale in termini di democrazia e giustizia. Notizia un po’ passata in sordina in Italia ma di enorme rilievo politico e storico in terra iberica è quella che riguarda il compimento di una della promesse che hanno fatto da bandiera per le campagne elettorali del Psoe del primo ministro Pedro Sanchez e di Podemos.

Il 14 luglio scorso infatti il Congresso dei Deputati ha approvato il progetto di Legge de Memoria Democrática, norma che approfondisce la politica dello Stato a favore della verità, della giustizia, della riparazione e del dovere della memoria come garanzia di non ripetizione. Si tratta della condanna ufficiale del colpo di stato militare del luglio 1936 e della successiva dittatura franchista (1939-1975). Un passo simbolico che vuole promuovere il recupero, la tutela e la diffusione della Memoria Democratica, incentrata sulla conoscenza della rivendicazione e difesa dei valori democratici e dei diritti e delle libertà fondamentali della nostra epoca contemporanea: è un punto di continuazione e progresso alla Legge sulla Memoria Storica del 26 dicembre 2007.
Si tratta di una legge basata sui diritti umani e sui principi fondamentali del diritto internazionale umanitario e risponde alle raccomandazioni di organizzazioni internazionali realizzate alla Spagna, come quelle delle Nazioni Unite. Il testo riconosce esplicitamente il ruolo del movimento memorialista, stabilisce la creazione di una struttura stabile di partecipazione attraverso il Consiglio Democratico della Memoria e si basa su quattro pilastri: verità, giustizia, riparazione e memoria come garanzia di non ripetizione.

Riguardo al punto delle verità, viene sancito il diritto dei familiari e della società a conoscere la verità su quanto accaduto, mentre lo Stato assume la guida nella ricerca e nell’identificazione degli scomparsi e nella promozione delle esumazioni. Viene inoltre stabilita la necessità dell’elaborazione di un censimento di tutte le vittime della guerra e della dittatura franchista e garantisce la conservazione dei documenti e l’accesso agli archivi: viene inoltre promossa la creazione di una banca nazionale del dna delle vittime della guerra e della dittatura.

Per quanto riguarda la giustizia dichiara l’illegalità dei tribunali eccezionali franchisti e l’annullamento delle loro sentenze, ponendo le vittime al centro dell’azione pubblica. Questo punto è di enorme importanza giacché permette di ottenere da parte delle vittime (o dei loro discendenti) una dichiarazione di riconoscimento e riparazione personale. Si apre inoltre la porta al diritto (e dovere) di indagare sulle violazioni dei diritti umani della guerra e della dittatura fino alla promulgazione della Costituzione del 1978: in questo senso viene promossa la creazione di una Procura per i diritti umani e la memoria democratica presso la Procura dello Stato quale strumento di indagine.

Per quanto riguarda invece la riparazione verrà effettuato un controllo e un inventario sia dei beni sequestrati che delle sanzioni economiche imposte durante la guerra civile e la dittatura franchista. Verrà inoltre rivista e ampliata la casistica riguardante le acquisizioni della cittadinanza spagnola per coloro che hanno subito l’esilio e per i loro discendenti. Infine, rispetto al dovere della memoria come garanzia di non ripetizione, verranno inseriti nel curriculum scolastico i contenuti di cui sopra e sarà incoraggiata la ricerca sulla memoria democratica.

La nuova legge riconosce inoltre espressamente il ruolo svolto dalle donne nella loro lotta per la conquista dei diritti e delle libertà e stabilisce infine l’obbligo di rimuovere le vestigia franchiste, prevedendo l’estinzione delle fondazioni che sostengono il franchismo o le attività che implicano disprezzo e umiliazione della dignità delle vittime: in questo senso stabilisce anche un sistema sanzionatorio che garantisce il rispetto della legge con multe da 200 a 150 mila euro. A corollario di tutto ciò il testo stabilisce due giorni ufficiali della memoria: il 31 ottobre, per la memoria e l’omaggio a tutte le vittime, e l’8 maggio, per la memoria e l’omaggio delle vittime dell’esilio.

Insomma, siamo di fronte a un passo epocale dato dalle forze democratiche spagnole per dare un segnale inequivocabile a quanti ancora oggi (davvero molti) guardano con nostalgia al periodo franchista. Basti pensare che nelle ultime elezioni (quelle del 10 novembre 2019) il partito Vox, guidato da Santiago Abascal e di chiaro stampo franchista, si è convertito nella terza forza parlamentare del paese aggiudicandosi 52 seggi (3.640.063 di voti).

Un passo, questo della legge di Memoria democratica, che aveva già avuto un forte e significativo preambolo, ovvero la riesumazione del corpo del dittatore Francisco Franco dal Valle de los Caidos e il suo successivo trasferimento al Cimitero di Mingorrubio-El Pardo (Madrid). La questione del Valle de los Caidos (Valle dei caduti) nel municipio di San Lorenzo de El Escorial (complesso monumentale ideato da Franco e costruito fra il 1940 e il 1958) che ospita la sepoltura di José Antonio Primo de Rivera (fondatore della Falange Spagnola) e di altri 33.872 combattenti nazionalisti, è stata lunga e spinosa.

La risignificazione di questo luogo, diventato di culto per i nostalgici del dittatore, è stata un punto d’onore delle forze di sinistra spagnole e finalmente, dopo numerose sentenze e contro sentenze, solo ad ottobre 2019 si è potuto procedere con l’esumazione del corpo di Franco. Anche il Valle dei Caduti rientra nella nuova legge di Memoria democratica così come altri luoghi simbolo di quegli anni bui che verranno risignificati e disciplinati nel nuovo patrimonio storico e democratico del paese.

Complimenti dunque alla Spagna che ha dato un passo importante nella giusta direzione per fare i conti con il suo passato, non dimenticando il periodo oscuro di una dittatura feroce e sanguinaria, che ha portato morte, dolore e buio della ragione.

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