Golden Globe in un film drammatico, BAFTA, National Board of Review e SAG Awards, oltre a tanti altri. Sono parecchi (e pesanti) i riconoscimenti a indicare Will Smith come il candidato più accreditato a vincere l’Oscar da attore protagonista di King Richard (da noi Una famiglia vincente). Del resto manca solo la gloriosa statuetta al 53enne da Filadelfia per coronare una carriera iniziata col rap e continuata con la recitazione, spesso ad alti livelli. La sua versione del “papà-mentore” delle sorelle d’oro del tennis statunitense – Venus e Serena Williams – è senza dubbio l’elemento più riuscito del film diretto da Reinaldo Marcus Green: un biopic innervato dal Sogno americano appesantito però dal percepibile “governo” produttivo delle Williams & co.

Andrew Garfield

Minori appaiono le chance di vittoria del pur bravissimo Andrew Garfield in tick, tick…BOOM! del vate dei musical di Broadway Lin-Manuel Miranda: l’attore si è aggiudicato il Golden Globe da protagonista in a Musical or Comedy. Briciole sono rimaste al talento, indiscusso e ancora una volta confermato, di Javier Bardem (Being the Ricardos di Aaron Sorkin) e Benedict Cumberbatch (The Power of the Dog da noi Il potere del cane di Jane Campion) così come a quello di Denzel Washington nella non facile prova scespiriana offertagli da Joel Coen nel suo The Tragedy of Macbeth. Salvo sorprese dell’ultimo minuto, sarà dunque il “tennista” Will Smith a trionfare sul “campo” del Kodak Theater alzando un trofeo a cui si era avvicinato tre volte (Alì di Michael Mann nel 2002 e La ricerca della felicità di Gabriele Muccino nel 2007) senza mai conquistarlo.

Joanna Scanlan

Non altrettanto schierata su un singolo nome sembra la cine-comunità internazionale rispetto all’attrice protagonista, categoria dove compaiono alcune idiosincrasie, a partire dal fatto che la splendida protagonista di West Side Story di Spielberg, la giovane debuttante Rachel Zegler, è assente dalla cinquina. E questo nonostante i riconoscimenti da Best Actress ottenuti sia ai Golden Globes (in a Musical or Comedy) che al National Board of Review. Il BAFTA si è orientato addirittura su un’attrice britannica ai più sconosciuta, Joanna Scanlan, sensibile protagonista della bellissima opera prima After Love.

Javier Bardem e Penelope Cruz

Stando alle effettive candidate, ad oggi le “premiate” sono le veterane Jessica Chastain (miglior attrice per Screen Actors Guild Awards e Critics Choice Awards) e Nicole Kidman, vincitrice del Golden Globe come miglior attrice drammatica. Entrambe “rivestite” da personaggi realmente esistiti, la prima ha offerto l’ennesima interpretazione straordinaria nel biopic religioso-politico americano The Eyes of Tammy Faye di Michael Showalter (dove peraltro recita anche Andrew Garfield nei panni del marito), la seconda si è riscattata da recenti prove poco brillanti (anche in serie tv) grazie alla sua convincente incarnazione di Lucille Ball al fianco del sopracitato perfetto Javier Bardem in Being the Ricardos. Completano la cinquina due altre veterane agli Oscar come Olivia Colman in The Lost Daughter della “deb” Maggie Gyllenhaal e Penélope Cruz per Madre Paralelas di Pedro Almodovar (un possibile duetto col marito Bardem candidato tra gli uomini è tra le chicche più attese della Notte stellata..) e la più giovane, e certamente “diva” per la next generation, Kristen Stewart nei panni della dolente Principessa Diana in Spencer di Pablo Larraìn.

Kodi Smit-McPhee

Nelle cinquine dei non protagonisti, tra gli attori potrebbero avere la meglio i due candidati per Il potere del cane, forse a involontaria compensazione della probabile esclusione di Cumberbatch. Rispetto a Jesse Plemons, però, i favori pendono sul nome di Kodi Smit-McPhee, giovanissimo interprete incaricato di un ruolo scomodo e di certo chiave narrativa del film. Le nomination dei supporting actors comprendono anche Ciaràn Hinds per Belfast di Kenneth Branagh, Troy Kotsur per Coda di Sian Heder e J.K. Simmons per Being the Ricardos. Discorso di simile incertezza sul fronte femminile: se difficilmente “queen” Judi Dench riceverà per Belfast il suo ennesimo Oscar, questo potrebbe invece finire al canto e alla generosità interpretativa di Ariana DeBose, novella Anita nel West Side Story di Spielberg. Nelle sue mani sono infatti già finiti, tra gli altri, il Golden Globe, il BAFTA, il SAG Award e il Critics’ Choice Movie Award. Le altre contendenti al premio sono Jessie Buckley per The Lost Daughter, Kirsten Dunst per Il potere del cane e Aunjanue Ellis per King Richard.

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